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giovedì 10 novembre 2022

Per la cresta selvatica

 

Per la cresta selvatica…

Non vi sono piste da seguire, solo le logiche tracce degli animali selvatici. Tra gli alberi e gli arbusti degli aghiformi trovo i vari varchi, divertendomi e intuendo che la quota più alta sicuramente sarà  spoglia . Mi calo per qualche metro per poi risalire la china, piccoli salti su una facile roccia, da superare con destrezza,  finché, dall’anticima  avvisto il piccolo ometto della cima. Mi calo ancora di pochi metri dentro un catino erboso circondato da rocce che paiono la platea di un antico teatro greco, ed eccomi sul dosso della vetta. Cima Tola è conquistata, un piccolo ometto solitario è di vedetta per gli avventori, e il paesaggio? Lo scenario è meraviglioso e infinito, a 360 gradi libero da ostacoli visivi. La cresta continua verso il Gialinut, e da questa distanza a occhio nudo riesco a leggere il taglio tra i mughi che conduce in vetta. È una conquista che mi soddisfa, non ho faticato molto, anzi, ho semplicemente goduto. A nord scorgo del movimento sulla cima del Cornetto, anche gli amici hanno raggiunto il loro paradiso. Mi concedo tutto il tempo per la contemplazione, socchiudo gli occhi, immaginando il volto di Artemide a cui dedico una poesia:

Ti perderò nei ricordi
le foto, prima ingiallite poi perse
la voce solo un parvente ricordo
Il tuo volto lo vedrò senza i solchi della vita
Il nome mi sembrerà incerto
E dimentico di tutto
penserò che sia stata una bella avventura...
Malfa.

La felicità che riempie il cuore di un amante quand’è al cospetto del suo amore è indefinibile, spesso mi chiedo se gli anaffettivi possano comprendere la montagna. Come si può apprezzare questo meraviglioso luogo se si è incapaci di amare? Le risposte le troverò nell’alito del vento.

Malfa

 











 

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