Lago di Ragogna 10 luglio 2026
Chilometri 4,72 dislivello 37 metri.
L’occhio azzurro che attrae e ammalia come un canto di sirene. Così decanto questo meraviglioso luogo naturale, un eden per gli animali , bipedi umani compresi, e tutto intorno allo specchio d’acqua è una alta esposizione di alberi che donano frescura, rifugio agli uccelli e pace al cuore umano. Il passo deve essere lento e cadenzato, per osservare metro dopo metro, passo dopo passo la vita nelle sue molteplici dimensioni. La Pianura friulana pare dolce e sorniona, i gelsi sono colmi del fogliame, e i pochi animali domestici paiono godere di questo paradiso, visto che gli ampi spazi non sanno di prigione. Cerco con lo sguardo in cielo, tra i cespugli, nelle quiete acque, ma lei, Artemide, mi sorprende, sfiorando con il suo delicato passo il viottolo, è apparsa e svanita in un attimo, potrei scrivere che è stata una visione o un sogno…
Navigo intorno all’occhio azzurro, che ancora mi è celato, con il mio amico ci accostiamo a un castagno chiedendo cortesemente asilo nella sua ombra, mentre lo sguardo scruta il cielo ed ecco di nuovo Artemide nelle sembianze di una poiana, si diverte ad assumere mille aspetti ma è con noi, e ci delizia con i suoi doni. Raggiunto l’occhio azzurro esso appare come un dipinto, e tale è, visto che emoziona e commuove. Dall’alto della torre scruto il paesaggio, solo gli umani sembrano non fare parte del tutto, rapiti dalle umane abitudini e mille pensieri che malgrado tanta magnificenza non smarriscono. Il passo ha raggiunto il traguardo, il sogno è finito, ma con un arrivederci per nuove passioni, nuovi sogni...
Malfa.






































































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