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venerdì 17 aprile 2026


 

Ho sempre preferito leggere e quando è possibile frequentare alpinisti ed escursionisti dalle buone maniere. La montagna non è un sinonimo del maleducato o del popolaresco. Monti alpinisti oltre a essere dotati di una notevole abilità alpinistica, sono anche ricchi di classe, che rendono piacevole la loro compagnia. Tra questi sicuramente Walter Bonatti, e lo stesso Renè Desmaison lo sono stati. Di quest’ultimo più che le sue imprese mi hanno entusiasmato la sua narrativa, e come si accostava al prossimo. Chi manifesta un atteggiamento rude e volgare giustificandolo con l’essere un montanaro, dice semplicemente una grande panzana.

Malfa.

Col Mor da Lestans



Libro di vetta: barattolo spiriti liberi

Timbro di vetta:

Riferimenti:

Consigliati:

 

Periodo consigliato:  tutto l’anno

 

Da evitare da farsi in:

 

Dedicata a: chi ama percorrere luoghi selvatici alla scoperta delle singole alture.

 

Condizioni del sentiero: battuto e segnato in alcuni tratti (cacciatori9.

 

Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente sì.



Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028
2) Bibliografici:
3) Internet: 

Data dell’escursione:12 aprile 2026.

 

Data di pubblicazione della relazione:


Malfa

 

Relazione:

Escursione dal piacere naturalistico, soprattutto di questi tempi, e il partire da casa a piedi, azzerando il contachilometri dell’orologio non ha prezzo. La coppia vincente siamo io e Klimt, specie in questi ultimi giorni ci abbiamo dato sotto, e il mondo da esplorare sono le meraviglie che ci circondano, i noti Colli Morenici, dove l’ultimo  è proprio il colle che sovrasta la frazione dove viviamo.

Si parte da Lestans, e una volta giunti al cimitero della frazione, si percorre un’antica via campestre che sfiorando i campi coltivati (una volta occupate dalle fattorie romane) giunge alla graziosa ancona di San Zeno, a cui sono legato per la bellissima posizione geografica ( da essa si possono ammirare le montagne friulane in un meraviglioso arco roccioso che partendo da Piancavallo giunge sino alle Giulie del monte Krn. Dalla graziosa ancona affrescata con antiche pitture ci spostiamo, seguendo una traccia sui prati sino all’allevamento bovini posto poco a nord, da dove percorriamo una carrareccia che si collega con la principale via campestre che da San Zenone raggiunge Usago. Percorrendo questa lunghissima arteria a sinistra ammiriamo i colli di Sequals e l’ampia pianura che giunge sino alla frazione, che un tempo fu un enorme stagno a cui margini (palafitte) sorse la prima civiltà del luogo. Mi piace fantasticare immaginando le capanne, e anche di incontrare i cacciatori di allora seguiti dai loro cani, lupi che hanno scelto di vivere una vita domestica. Raggiunto il punto in cui l’arteria devia per Usago, lascio la via e mi inoltro nel bosco che precede le prime elevazioni a ridosso dei colli di Usago. La traccia è bel visibile e dopo poche centinaia di metri raggiunge una piccola cresta, la mia meta è a destra e la seguo, anche grazie all’ausilio di sporadici e sbiaditi bolli rossi. Dopo pochi metri, raggiunto uno spiazzo dove sono i resti di un capanno e le immondizie lasciati da tempo da qualcuno, seguo la traccia sopra la crestina e dopo un’ante cima raggiungo un albero che segna il vertice del Col Mor ( quota 257 m.) Cima raggiunta anche se il paesaggio non è visibile a causa delle fronde, ma è sempre una cima, e benché non abbia una quota ragguardevole è sempre una elevazione con la propria dignità. Spesso sorrido leggendo di escursionisti che sono cacciatori di numeri, o altri di quote, la montagna è libertà, poesia, e non una competizione, anche perché il sottoscritto partirebbe perdente. Pochi sono i fortunati che nascono Bonatti, il resto mi pare che siano persone che hanno problemi seri e psicologici, soprattutto da quello che pubblicano sui social, in cui vedo tutto tranne la natura nella sua elementare naturalezza. La competizione non mi appartiene, anche perché ritengo che l’uomo sia un unico non ripetibile, e i veri grandi sono anche delle persone modeste, che sanno apprezzare anche un fiore, leggere una corteccia e le tracce lasciate dagli animali. Per tale motivo da anni mi dedico a ciò he mi circonda senza accumulare tre cime o cinque malghe in una semplice e veloce escursione, ma dedicando ad ogni elevazione il giusto tempo per conoscerne ed esplorarne i molteplici aspetti e in tutte le stagioni e con tutti i vari tipi di meteo. La bellezza della natura è infinità e la competizione (e non so con chi) mi toglierebbe il piacere di scoprire il singolo fiore, la singola pianta, il volo di un merlo, il volteggiare di un volo di poiana, ecc. ecc.  così all’infinito. Dalla cima del Col Moro, una volta istallato un barattolo per i viandanti, inizio il rientro, tramite il sentiero a oriente, stavolta ben battuto e bello, perché sa di libero e selvatico, passando per una cima gemella dominata da castagni e scendendo sino a incrociare una carrareccia che si inoltra nella boscaglia. La seguo a nord, raggiugendo la strada asfaltata che conduce alla frazione di Usago. Poco dopo l’abbandono per un’altra carrareccia nel bosco che mi conduce , al centro della frazione di Usago, dove trovo una bella fontanella, l’ideale per dissetare Klimt. Dalla piccola frazione , seguendo un’arteria che non conoscevo mi ritrovo a est della stessa, a ridosso di una rotabile, quindi, decido di raggiungere la vicina frazione di Molevana con il relativo ponte antico di Puntic. Il luogo dove è situato il “Puntic”, per il sottoscritto è sempre stato un sito di riflessione, grazie anche a una panchina dove mi fermo spesso per fare una sosta. Il luogo è davvero bello, meditativo, carico di storia. Dalla frazione di Molevana, scrutando anche l’orologio, decido di rientrare a Lestans, per un’arteria campestre, che aggirando il vecchio cementificio, sempre per campi, mi riporta a casa. Raggiunta Lestans l’orologio mi comunica che ho percorso dieci chilometri.  Dieci chilometri di serenità, di pace, di acute riflessioni, di natura, di ricordi, e di nuove emozioni. Un altro giorno è stato vissuto, assieme al mio migliore amico, viaggiando nella natura, quella vera, l’autentica, la nostra terapia.

Malfa.