Monte Ciampuc
Note tecniche.
Localizzazione: Prealpi Carniche Sottogruppo Valcalda-Verzegnis- Ciaurlec.
Avvicinamento: Lestans-Toppo-Meduno-Carreggiabile che conduce alla Forchia di Meduno, poco dopo la frazione di Val Di Giumint, lasciare l’automezzo lungo uno dei numerosi larghi ai bordi della strada
Regione: Friuli -Venezia Giulia.
Provincia di: PN
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Dislivello: 80 m.
Dislivello complessivo: 85 m.
Distanza percorsa in Km: 1,21
Quota minima partenza: 500 m.
Quota massima raggiunta: 586 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: un’ora
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: selvaggio-naturalistica
Difficoltà: escursionistica
Tipologia sentiero o cammino: traccia di capriolo
Ferrata- no
Segnavia: CAI
Fonti d’acqua: nessuna
Impegno fisico: basso
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: sì se non si sanno seguire le tracce
Attrezzature: no
Croce di vetta: no
Ometto di vetta: mini-ometto
Libro di vetta: barattolino del viandante
Timbro di vetta: no
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in: condizioni del sentiero estreme
Dedicata a: chi ama andare dove non va (quasi) nessuno.
Condizioni del sentiero: semplice traccia invasa spesso dai rovi
Percosso idoneo per portare cane al seguito: si
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco o28
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione: mercoledì 14 ottobre 2026
Data di pubblicazione della relazione:
Il “Forestiero Nomade”
Malfa
Giornata che avrei dedicato a una montagna più complessa, ma a causa di un cartello con lavori in corso ho dovuto abiurare, quindi, rientrando a casa ero indeciso se apostatare l’escursione o trovare un piano B o C. Scruto i monti a destra e a sinistra, finché decido una volta raggiunta Meduno, di ascendere la rotabile che mi porta alla forchia omonima. Raggiunta la Forchia, penso di ascendere il monte Valinis, da tempo non percorrevo il sentiero degli alpini, dopo un centinaio di metri di dislivello abiuro ancora, ma non per deficit fisico, ma al contrario, perché mi stavo divertendo troppo, allora ho deciso di venire un altro giorno per poter compiere un bel anello completo e senza fretta, quindi, mi rimetto in auto, non tolgo nemmeno gli scarponi, e con al seguito il mio fedele amico penso di rientrare. Scendendo dalla forchia di Meduno fisso un monte che ho visto durante la salita in auto, l’ho asceso nel gennaio del 2023, con un sentiero ad anello e con partenza da Sottocolle di Meduno. Stavolta lascio l’auto lungo uno degli spiazzi adiacenti alla strada e prospicente il bel prato che ospita la Val di Giumint. Si riparte, stavolta per il Monte Ciampuc , lambendo tramite un bel sentiero la casera Manarac, davvero molto bella e posta in una graziosa ambiente. Poco dopo abbandono il comodo sentiero e uscendo fuori da esso cerco la crestina che mi porta in vetta al Ciampuc. La traccia la trovo, ripida all’inizio, e molto scivolosa oltre che essere invasa da rovi, in questi anni ho sviluppato l’occhio clinico per le tracce, Klimt osserva e impara. La pendenza è continua, e il sentiero pare non sia frequentato da tempo. Dopo un’ante cima la traccia perde leggermente quota aprendosi in un ampio slargo ai piedi di alcune castagne, per terra scorgo molti ricci degli alberi appena citati carichi di frutti. La pesta scende a occidente ma la vetta è a settentrione, la intravedo, e scorgo una esile traccia tra la vegetazione che mi porta a essa. Pochi metri di dislivello, ed eccomi sulla cresta, il vecchio sentiero oggi è invaso da schianti, confermo ancora che non è un tracciato frequentato. Mi fermo un attimo, mi siedo su una zolla d’erba, e mentre mi giro per scrutare l’ambiente scorgo l’ometto che ho edificato tre anni fa. Dopo una breve pausa, mi dirigo verso l’ometto, posto a un paio di metri, e trovo alla base di esso un barattolino di vetro, è il medesimo che ho impiantato. Ho difficoltà ad aprirlo, adopero il multi-utensile che ho al seguito, lo adopero per via del tappo in metallo quasi sigillato, e controllo il contenuto. Da tre anni solo la mia firma e quella di mia moglie, poi nessun segno. Prendo il contenuto e lo inserisco in un barattolino nuovo che ho al seguito, riponendo il vecchio barattolo nello zaino per riportarlo a casa. Dopo una breve pausa in compagnia di Klimt, mi aggiro nei d’intorni, cercando sassi per irrobustire l’ometto di pietre, li trovo. Sistemato il barattolino nuovo all’interno dell’ometto, riprendo lo zaino, e con l’amico rientriamo all’auto per lo stesso sentiero dell’andata. Presso la casera staziona un automezzo di coloro che curano i sentieri, un omino mi chiede da dove vengo, gli rispondo dalla vetta del Ciampuc. Lo stesso omino mi chiede come mai non ho fatto il sentiero ufficiale che hanno ben pulito, gli rispondo: << Preferisco andare dove non va nessuno, la Montagna per me è come una donna, non amo quelle molto frequentate, benché siano ricche di esperienza!>> L’omino sorride, ci salutiamo, gli auro buon lavoro e rientro all’automezzo posto a poche centinaia di metri. Così ha termine un’escursione che malgrado la brevità mi ha dato le stesse emozioni intense.
Malfa

































































































