Col Mor da Lestans
Prealpi Carniche- Colli morenici
presso Usago (Travesio PN).
Avvicinamento: Partenza dalla
frazione di Lestans (Sequals PN).
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia di: PN
.
Dislivello: 100 m.
Dislivello complessivo: 108 m.
Distanza percorsa in Km: 10
Quota minima partenza: 178 m.
Quota massima raggiunta: 257 m.
Tempi di percorrenza escluse le
soste: 3 ore
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: storico-naturalistica
Difficoltà: escursionistiche
Tipologia sentiero o cammino: strada
asfaltata-carrareccia- sentiero segnato da sporadici bolli rossi- traccia di
animali.
Ferrata- no
Segnavia: bolli rossi
Fonti d’acqua: si, molteplici
fontane nelle singole frazioni
Impegno fisico: medio
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: no
Croce di vetta: no
Ometto di vetta: no
Libro di vetta: barattolo spiriti
liberi
Timbro di vetta:
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in:
Dedicata a: chi ama percorrere
luoghi selvatici alla scoperta delle singole alture.
Condizioni del sentiero: battuto e
segnato in alcuni tratti (cacciatori9.
Percosso idoneo per portare cane al
seguito: assolutamente sì.
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione:12 aprile
2026.
Data di pubblicazione della
relazione:
Malfa
Relazione:
Escursione dal piacere
naturalistico, soprattutto di questi tempi, e il partire da casa a piedi,
azzerando il contachilometri dell’orologio non ha prezzo. La coppia vincente
siamo io e Klimt, specie in questi ultimi giorni ci abbiamo dato sotto, e il
mondo da esplorare sono le meraviglie che ci circondano, i noti Colli Morenici,
dove l’ultimo è proprio il colle che
sovrasta la frazione dove viviamo.
Si parte da Lestans, e una volta
giunti al cimitero della frazione, si percorre un’antica via campestre che
sfiorando i campi coltivati (una volta occupate dalle fattorie romane) giunge
alla graziosa ancona di San Zeno, a cui sono legato per la bellissima posizione
geografica ( da essa si possono ammirare le montagne friulane in un
meraviglioso arco roccioso che partendo da Piancavallo giunge sino alle Giulie
del monte Krn. Dalla graziosa ancona affrescata con antiche pitture ci
spostiamo, seguendo una traccia sui prati sino all’allevamento bovini posto
poco a nord, da dove percorriamo una carrareccia che si collega con la
principale via campestre che da San Zenone raggiunge Usago. Percorrendo questa
lunghissima arteria a sinistra ammiriamo i colli di Sequals e l’ampia pianura
che giunge sino alla frazione, che un tempo fu un enorme stagno a cui margini
(palafitte) sorse la prima civiltà del luogo. Mi piace fantasticare immaginando
le capanne, e anche di incontrare i cacciatori di allora seguiti dai loro cani,
lupi che hanno scelto di vivere una vita domestica. Raggiunto il punto in cui
l’arteria devia per Usago, lascio la via e mi inoltro nel bosco che precede le
prime elevazioni a ridosso dei colli di Usago. La traccia è bel visibile e dopo
poche centinaia di metri raggiunge una piccola cresta, la mia meta è a destra e
la seguo, anche grazie all’ausilio di sporadici e sbiaditi bolli rossi. Dopo
pochi metri, raggiunto uno spiazzo dove sono i resti di un capanno e le
immondizie lasciati da tempo da qualcuno, seguo la traccia sopra la crestina e
dopo un’ante cima raggiungo un albero che segna il vertice del Col Mor ( quota
257 m.) Cima raggiunta anche se il paesaggio non è visibile a causa delle
fronde, ma è sempre una cima, e benché non abbia una quota ragguardevole è
sempre una elevazione con la propria dignità. Spesso sorrido leggendo di
escursionisti che sono cacciatori di numeri, o altri di quote, la montagna è
libertà, poesia, e non una competizione, anche perché il sottoscritto partirebbe
perdente. Pochi sono i fortunati che nascono Bonatti, il resto mi pare che
siano persone che hanno problemi seri e psicologici, soprattutto da quello che
pubblicano sui social, in cui vedo tutto tranne la natura nella sua elementare
naturalezza. La competizione non mi appartiene, anche perché ritengo che l’uomo
sia un unico non ripetibile, e i veri grandi sono anche delle persone modeste,
che sanno apprezzare anche un fiore, leggere una corteccia e le tracce lasciate
dagli animali. Per tale motivo da anni mi dedico a ciò he mi circonda senza
accumulare tre cime o cinque malghe in una semplice e veloce escursione, ma
dedicando ad ogni elevazione il giusto tempo per conoscerne ed esplorarne i
molteplici aspetti e in tutte le stagioni e con tutti i vari tipi di meteo. La
bellezza della natura è infinità e la competizione (e non so con chi) mi
toglierebbe il piacere di scoprire il singolo fiore, la singola pianta, il volo
di un merlo, il volteggiare di un volo di poiana, ecc. ecc. così all’infinito. Dalla cima del Col Moro,
una volta istallato un barattolo per i viandanti, inizio il rientro, tramite il
sentiero a oriente, stavolta ben battuto e bello, perché sa di libero e
selvatico, passando per una cima gemella dominata da castagni e scendendo sino
a incrociare una carrareccia che si inoltra nella boscaglia. La seguo a nord,
raggiugendo la strada asfaltata che conduce alla frazione di Usago. Poco dopo l’abbandono
per un’altra carrareccia nel bosco che mi conduce , al centro della frazione di
Usago, dove trovo una bella fontanella, l’ideale per dissetare Klimt. Dalla
piccola frazione , seguendo un’arteria che non conoscevo mi ritrovo a est della
stessa, a ridosso di una rotabile, quindi, decido di raggiungere la vicina
frazione di Molevana con il relativo ponte antico di Puntic. Il luogo dove è
situato il “Puntic”, per il sottoscritto è sempre stato un sito di riflessione,
grazie anche a una panchina dove mi fermo spesso per fare una sosta. Il luogo è
davvero bello, meditativo, carico di storia. Dalla frazione di Molevana,
scrutando anche l’orologio, decido di rientrare a Lestans, per un’arteria
campestre, che aggirando il vecchio cementificio, sempre per campi, mi riporta
a casa. Raggiunta Lestans l’orologio mi comunica che ho percorso dieci
chilometri. Dieci chilometri di
serenità, di pace, di acute riflessioni, di natura, di ricordi, e di nuove
emozioni. Un altro giorno è stato vissuto, assieme al mio migliore amico,
viaggiando nella natura, quella vera, l’autentica, la nostra terapia.
Malfa.