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martedì 23 giugno 2026

Tre spiriti iberi, Klimt e il monte Spin.



Tre spiriti iberi, Klimt e il monte Spin.

Note tecniche. 
Localizzazione: Alpi Carniche 
Avvicinamento: Lestans- Pinzano-Cornino-Interneppo-Cavazzo Carnico-Tolmezzo-Valle del But- Caneva-Fusea- Ampio parcheggio presso la piazza del comune.
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia di: UD
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Dislivello: 538 m.
Dislivello complessivo:538 m.
Distanza percorsa in Km: 13 Km.
Quota minima partenza: 700 m.
Quota massima raggiunta: 905 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 4 ore
In: gruppo 
Tipologia Escursione: storico-paesaggistica.
Difficoltà: Turistico-escursionistiche
Tipologia sentiero o cammino: Carrarecce-stradine di campagna-sentieri segnati e no.
Ferrata- 
Segnavia: CAI 
Fonti d’acqua: si
Impegno fisico: medio
Preparazione tecnica: basso
Attrezzature: 
Croce di vetta: Si, ideata una minimalista sulla vetta principale
Ometto di vetta: no- 
Libro di vetta: Barattolino per spiriti liberi.
Timbro di vetta: 
Riferimenti: 
1) Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 
2) Bibliografici:
3) Internet: 
2) Periodo consigliato: Tutto l’anno
3) 
4) Da evitare da farsi in: 
Condizioni del sentiero: 
Consigliati: 
Data: giovedì 18 giugno 2026. 
Malfa

Non è sempre facile condividere con i propri simili le passioni e un affine pensiero. Spesso si scende a compromessi e qualcosa di noi rimane incompiuto, ma per fortuna questo modus operandi non si manifesta fra noi tre, rimanendo noi stessi. L’occasione per vederci  è  il rientro di Claudio da Giappone, ed è logico discorrere dal vivo, e cosa c’è di meglio di una passeggiata immersa nella madre natura. L’itinerario anche stavolta spetta a me, che malgrado sia il meno esperto e il più giovane dei tre sono quello che ha girovagato di più tra le diverse zone del Friuli e nelle diverse varietà. La meta viene spontanea perché è a metà strada tra l’abitazione montana di Claudio e noi che saliamo dalla pianura, quindi, mi studio qualcosa intorno a Tolmezzo, e per una bella chiacchierata con ciliegina la vetta, mi viene in mente Fusea e dintorni.  L’appuntamento con le auto è nel parcheggio delle piscine di Tolmezzo, un classico luogo assieme al gemello parcheggio presso Il fungo di Gemona, dove spesso si incrociano gli escursionisti per procedere per la meta. Mentre aspettiamo Claudio che ci raggiunge dalla Val Pesarina, osserviamo il continuo fluire delle signore nell’adiacente piscina, e con questo caldo è cosa buona e giusta. Stavolta procediamo con un unico automezzo,  giornata  spettacolare, e trovato il raccordo che ci fa salire fino a Fusea, procediamo per ripidi tornanti, mentre le maestranze addette alla pulitura del verde che cinge la strada sono all’opera. Raggiungiamo la bella bella frazione, e l’istinto mi conduce alla piazza del borgo con un bel obelisco al centro di essa, sono stato l’ultima volta cinque anni fa ma mi sembra ieri. Mentre ci prepariamo, ricordando la formazione, Claudio, Paolo, io e klimt. Mentre approntiamo gli zaini percepisco una strana presenza, come qualcosa di magico e insolito, volgo lo sguardo indietro e scorgo una meravigliosa creatura, riconosco in essa Artemide, che spesso mi appare sotto altre spoglie, o un capriolo o un rapace, ma oggi ha l’aspetto di una splendida fanciulla, segno che l’escursione andrà bene sotto la sua guida spirituale. Ho percepito che anche i miei compagni di viaggio abbiano avuto la stessa sensazione, ma ognuno di noi per non sembrare folle ha mantenuto il segreto. Si inizia il cammino per una viuzza della frazione, mirando a settentrione, e dopo aver percorso una carrareccia decidiamo di continuare per l’arteria che collega Fusea a Zuglio passando prima per Cazzaso Nuovo e di seguito Sezza. La strada per cui procediamo non è molto frequentata, un’auto ogni tre ore, quindi, procediamo in riga di quattro con le nostre ombre( e qui a paolo viene l’acquolina)  a moltiplicare il numero. Si scherza, o volgarmente si cazzeggia, sul più e anche sul meno, e l’occasione dal vivo  è unica, visto che nelle telefonate o nei messaggi siamo naturalmente limitati. Lo scenario è spettacolare, e sono le montagne che circondano Tolmezzo fino al regale Sernio, dalla sagoma inconfondibile. In alcuni casi mi tocca  fare da Cicerone, visto che per me questa zona della Carnia è un po' la mia patria. Naturalmente L’Amariana è la regina e il Sernio è il re di questo paradiso. Per ascendere il monte Spin decidiamo di fare il sentiero con meno dislivello, bai passando l’altro sentiero che lo ascende da sud. Raggiunto un pianoro inerbito e molto solare, proprio alle pendici meridionali del monte Cuar procediamo a oriente, prima per comoda carrareccia e di seguito per labile traccia in un campo con moderata pendenza che ci conduce a un ombroso bosco di faggi, ben accolto vista la canicola. In sentiero nella selva è breve,  di seguito ci troviamo a ridosso di un cupolone  inerbito, con un fianco dirupato, una bandiera con l’aquila del Friuli sventola, i miei amici gridano: <<  Cima! Cima!>>, li riporto alla triste realtà, quella che vediamo è l’ante-cima, le cime sono sopra, alla quota 890m- ne dobbiamo sommare altri quindici di metri, con un ulteriore supplizio di dislivello assolato.  Raggiunto un mega faggio sopra un ripido sperone, mandiamo avanti Claudio che scopre la cima con obelisco, dove vorrebbe incidere con l’alfabeto egizio i nostri nomi e la data dell’impresa. Lo convinciamo a fare una foto di rito, e di ritirarci sotto il precedente faggio dotato di aria condizionata ( frescura dell’ombra). Finalmente si mangia, e klimt di questo è felice, dai nostri zaini sbucano delizie, mi pare che io e claudio siamo sulla stessa linea d’onda, panino e prosciutto, nel mio anche formaggio, mentre Paolo si occulta all’ombra dell’ombra tirando fuori un piatto di pasta con Aragosta, anche in montagna non rinuncia al lusso. Naturalmente per klimt previsti croccantini, ma volontariamente rinuncia e si sacrifica con il mio prosciutto. Da bere acqua, per gli alcolici provvederemo giù in basso a Tolmezzo, con tre squisite acque e menta ma stavolta con acqua frizzante. Il rientro alla base, Fusea, è per lo stesso itinerario dell’andata, evitando un percorso alternativo che vista l’erba alta ci avrebbe presentato di sicuro delle simpatiche zecche. Durante l’ascesa abbiamo notato lungo la strada delle fonti, e delle abitazioni molto singolari e particolari, il rientro è placido, ma le nostre gambe registrano quasi quattordici chilometri con un dislivello di poco superiore ai cinquecento metri. Raggiunta in basso Tolmezzo, ci siamo concessi una bibita, e di seguito le nostre strade si sono divise, Paolo e io rientrati in pianura, mentre Claudio si è dedicato a progettare altre conquiste montane. Siamo tre amici, veri amici, ci sentiamo tutti i giorni e le poche volte che ci vediamo è sempre festa. Per Klimt, Claudio e Paolo sono i cari zietti, e lui è felicissimo, perché sa che si va insieme in montagna. Per noi tre è sempre meraviglioso, e ci diamo appuntamento alla prossima.
Malfa.




































































 

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