Col Pallotta 361 m.
Note tecniche.
Localizzazione: Colline moreniche che si estendono nella zona nord-orientale della provincia di Pordenone, ai piedi delle Prealpi Carniche, tra il fiume Meduna e il torrente Cosa.
Avvicinamento:
Regione: Lestans-Usago-Solimbergo-spiazzo auto presso l’ancona di Santa Fosca.
Provincia di: PN
.
Dislivello: 120 m.
Dislivello complessivo: 175 m.
Distanza percorsa in Km: 3, 77
Quota minima partenza: m.240 m.
Quota massima raggiunta: 361 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 3 ore
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: naturalistica
Difficoltà: escursionistiche
Tipologia sentiero o cammino: carrarecce e sentieri
Ferrata- no
Segnavia: CAI
Fonti d’acqua: si
Impegno fisico: basso
Preparazione tecnica: basso
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: si, corde lungo la discesa sul tratto ripido
Croce di vetta: Palo con bandiera
Ometto di vetta: no
Libro di vetta: no
Timbro di vetta: no
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in: il tratto ripido con condizione di terreno bagnato o ghiacciato.
Dedicata a: chi ana scoprire la natura nelle vicinanze di casa
Condizioni del sentiero: ben battuto
Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente si
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione: giovedì 25 giugno 2026
Data di pubblicazione della relazione: domenica 28 giugno 2026
Malfa
Il Col Pallotta è uno dei colli morenici che ad arco e a settentrione protegge la depressione che da Sequals si spinge sino alla periferia di Usago. Colli abitati sin dalla preistoria che serbano testimonianze storiche e naturalistiche degli ultimi millenni. La maggior parte del cammino svolge all’ombra del bosco, e spesso delle carezze di venticello deliziano il passo. Partiamo dalla bella ancona di San Fosca, posta come le altre all’incrocio di antiche arterie. Ideo di fare un anello in senso orario, iniziando a salire il Col Pallotta da settentrione tramite un’ampia carrareccia che nel primo tratto è pure asfaltata, di sicuro utilizzata dai cacciatori o dai boscaioli per fare legna. Il cammino prosegue monotono per un lungo tratto intervallato da lievi pendenze ma per fortuna adombrato con leggeri tocchi di corrente che sono una delizia per la pelle. Raggiunto un ampio spiazzo, i segni indicano un ‘ultima ripida ascesa, pochi metri che precedono la vetta del colle- Raggiunto l’apice i raggi del sole illuminano lo scenario e il caldo che proviene dalla pianura investe con tuta la sua intensità. La vetta è materializzata da un pennone con bandiera tricolore in metallo, mentre alla base è posta una mensolina che ospita un Cristo, il tutto dedicato alla pandemia del 2020. Vista la calura sosto per poco tempo in cima, e inizio a percorrere il tratto più interessante dell’escursione e del colle, il versante meridionale, molto ripido ma ben articolato e coadiuvato da spezzoni di corda nei tratti più insidiosi. Una piccola palestra per chi ama andare in montagna, e visto che il tratto è affilato, sono numerosi gli scorci interessanti adornati da roccette affioranti e dalla bellezza dei tronchi degli alberi che grazie all’esposta posizione creano forme antropomorfe. Il tratto non è breve, prima una breve elevazione e poi l’ante-cima che creano un divertente saliscendi, fino a sbucare sul bel sentiero che collega Solimbergo alla bassa Sequals- A pochi metri è posto un antico lavatoio “ I lavadors di Solimberc” edificato nel Ventennio e attivo fino agli anni 60, allego foto con cartello esplicativo. Continuo il cammino dopo la breve visita al manufatto, virando a destra e dirigendomi per ampio tratturo sino all’ancona di Santa Fosca (punto di partenza), naturalmente il tutto adombrato nel fresco boschetto di Solimbergo.
Malfa.




























































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