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domenica 28 giugno 2026

Col Magritte e Castello di Solimbergo per Forcella Via Vecchia ( Troi Soregalaria).



Col Magritte e Castello di Solimbergo per Forcella Via Vecchia ( Troi Soregalaria).



Localizzazione:  Colline moreniche che si estendono nella zona nord-orientale della provincia di Pordenone, ai piedi delle Prealpi Carniche, tra il fiume Meduna e il torrente Cosa.



Avvicinamento: Lestans-Sequals-Solimbergo- lasciata l’auto nel parcheggio della piazza della frazione.


Regione: Friuli -Venezia Giulia.

 

Provincia di: PN

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Dislivello: 131 m.


Dislivello complessivo: 131 m. 


Distanza percorsa in Km: 3, 40.


Quota minima partenza: m. 240


Quota massima raggiunta: 315 m.


Tempi di percorrenza escluse le soste: due ore


In: coppia con Klimt


Tipologia Escursione: Storico -naturalistica


Difficoltà: escursionistiche 


Tipologia sentiero o cammino: sentiero 



Ferrata- no


Segnavia: CAI no


Fonti d’acqua: si

 

Impegno fisico: basso


Preparazione tecnica: bassa


Difficoltà di orientamento: nessuna


Attrezzature: si, delle corde lungo la ripida discesa dal colle


Croce di vetta: no


Ometto di vetta: no


Libro di vetta: barattolo spiriti liberi.


Timbro di vetta: no


Riferimenti: 

Consigliati: macchina fotografica per la bellezza di alcuni scorci


Periodo consigliato:  tutto l’ANNO


Da evitare da farsi in: con condizioni di sentiero gelato


Dedicata a: chi ama scoprire l nuovo e si annoia del saputo e risaputo


Condizioni del sentiero: ben battuto e pulito


Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente sì



Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028

2) Bibliografici:

3) Internet: 

Data dell’escursione:26 giugno 2026


Data di pubblicazione della relazione:


Il “Forestiero Nomade”

Malfa



Nell’ultima escursione in zona, durante il rientro dal Col Pallotta ho notato un cartello che indicava un sentiero che risale il colle che protegge da oriente la frazione di Solimbergo. Ho fotografato il cartello, preso nota e rinviata la visita all’indomani. In questi anni ho esplorato per intero l’arco dei colli morenici che da Sequals giunge sino a Usago, questo breve tratto forse l’ho fatto in passato, direi una ventina di anni fa, ma non ne ho ricordo, e di sicuro non era segnato come oggi, quindi, come missione mi pongo quella di esplorare i colli posti tra il Col Pallotta e il Col di Palis. Il mattino seguente sono nella piazza di Solimbergo, e sostata l’auto mi avvio a oriente, prima per i vicoli della frazione e di seguito per la carrareccia alla periferia orientale di Solimbergo, che subito dopo viene coperta dalle fronde del boschetto. L’afa ancora non si fa sentire, dopo poche centinaia di metri sono al cospetto del cartello fotografato il giorno prima e mi immetto insieme al mio inseparabile amico nel sentiero che dolcemente con ampie anse risale il colle. La compagnia degli alberi è salutare, con le alte fronde proteggono e spesso danno refrigerio quando le correnti d’aria creano quel giocoso venticello, davvero una delizia. Senza fatica alcuna raggiungo un’ante-cima, quella traforata in basso dal tunnel che collega tramite una rotabile Sequals a Solimbergo. Il sentiero è ben battuto, e delle fettucce di plastica bicolore( bianco-rosso) appesi a dei rami sono il chiaro segno che è in atto o lo è stato una gara podistica o di orienteering. Un ultimo strappo ripido mi conduce alla massima quota del colle, 315 m. che lambisce il sentiero e gremito per lo più da carpini. Durante il percorso ho pensato che l’elevazione che sto ascendendo non abbia un nome, quindi, decido di battezzarlo Col Magritte in onore del mio compianto e mai dimenticato amico di avventure. Di sicuro il cucciolone sarebbe contento di questa dedica, anche perché questi sono i suoi colli, se non sbaglio è nato anche a Sequals, e adesso e penso sempre, con un sorriso mi sta osservando dal suo universo. Ho inserito dentro un barattolo un biglietto con il suo nome, esso meriterebbe anche una bella montagna per quante escursioni e dislivelli e chilometri ha macinato in montagna. Ripreso il cammino, stavolta è tutto in discesa, e anche ripido, e grazie ad alcuni tratti attrezzati  con corde supero il tutto senza patemi, finché giungo nella fatidica Forcella Via Vecchia, che mi è nota per i numerosi percorsi che ho affrontato in zona. Dalla forcella non discendo a sud nella frazione di Sequals, ma procedo  a occidente , risalendo lo sterrato sino alla base del rilievo dove un tempo fu edificato il castello di Solimbergo. Oggi rimangono i bei ruderi, tra cui ben evidenti le mura, un bel portone e un torrione, chiamato comunemente maschio. Effettuo con il mio amico una visita ai resti dell’edificio, trovando un angolo d’ombra con lo sguardo proiettato a valle, esattamente a occidente, dove con un po' di fantasia riesco a vedere gli altri castelli di Toppo, Meduno, Mizza, Maniago, tutti un tempo collegati da segnali visivi tra di essi. Dopo la breve pausa cerco un sentiero che mi segnala la nuova mappa Tabacco 3.0 istallata sullo smartphone, anche questa è errata perché sul terreno non esiste, per fortuna ho un ottimo senso di orientamento, e scendo stavolta per un sentiero fatto in passato, posto poco sotto e a oriente del maniero. La traccia da prima ripida, di seguito si ampia sviluppando o un bel percorso, anch’esso adombrato fino a sbucare in un parcheggio, ma pochi metri prima scorgo che un sentiero prosegue in basso, lo imbocco, sicuro che risparmierà a me e Klimt la calura.  La traccia benché marcata e ampia non è segnata sulle mappe, ma mi conduce con dolcezza e all’ombra sino alla piazza dove ho lasciato l’automezzo. Avventura conclusa, davvero soddisfacente, un bel modo di passeggiare per me e Klimt, e in ricordo di Magritte, e in questi giorni di canicola non è poco.

Malfa.

































































 

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