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martedì 23 giugno 2026

Colle Palalis giugno 26

Col Palalis
Localizzazione: Colline moreniche che si estendono nella zona nord-orientale della provincia di Pordenone, ai piedi delle Prealpi Carniche, tra il fiume Meduna e il torrente Cosa.
Avvicinamento: Lestans- Usago-strada per Toppo, presso un bivio carrareccia per l’ex polveriera di Usago. Lasciare l’auto ai bordi di un campo.
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia di: PN
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Dislivello: 192 m. 
Dislivello complessivo: 192 m.
Distanza percorsa in Km: 5,24
Quota minima partenza: 180 m.
Quota massima raggiunta: 374 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 2 ore
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: escursionistica-naturalistica
Difficoltà: escursionistiche
Tipologia sentiero o cammino: carrareccia
Ferrata- no
Segnavia: CAI 
Fonti d’acqua: nessuna
Impegno fisico: basso
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: no
Croce di vetta: no
Ometto di vetta: no
Libro di vetta: barattolino in vetro
Timbro di vetta: no 
Riferimenti: 
Consigliati: 
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in: 
Dedicata a: chi ama l’ambiente selvatico
Condizioni del sentiero: carrareccia in disuso- ex carrarecce militari invase da rovi- sentiero marcato
Percosso idoneo per portare cane al seguito: si
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 
2) Bibliografici:
3) Internet: 
Data dell’escursione: martedì  16 giugno 2026 
Data di pubblicazione della relazione: 21 giugno 2026
Il “Forestiero Nomade”
Malfa

Breve escursione vicino casa, e vista l’afa del periodo, ho preferito avvicinarmi con l’auto evitando il mio solito tragitto chilometrico da Lestans ai colli di Usago. Preso forse da nostalgia, e sicuro di trovare il luogo della partenza abbandonato ( ex polveriera), mi sono avventurato in un’escursione che sa di nostalgia. Sono arrivato in Friuli, assegnato come sottufficiale con il grado di sergente nel 1985, all’epoca ero inquadrato nella brigata Mameli, una delle tre brigate della Divisione Ariete, ed essendo un giovane sottufficiale dell’artiglieria presso Vacile, iniziavo subito con i turni in polveriera in questo territorio che allora non amavo. Ricordo, soprattutto nel corpo di guardia superiore, che rimanevo una settimana e a volte anche più assieme ai miei soldati. Oggi la cosa mi piacerebbe, perché si è immersi nella natura, allora per ispezione salivo sino alle altane poste sull’adiacente Col Paurion e i sentieri che ascendevano il Col Palalis. Quindi questa breve escursione è ritornare sui luoghi della gioventù, avventura che ho già fatto un lustro fa su tutte le cime dei colli di Usago. Stavolta entro da uno dei numerosi buchi della rete che circonda l’ex polveriera, meta sicura di bracconieri e cacciatori, che oggi è totalmente abbandonata. Erbacce, rovi e schianti ovunque, i miei ricordi fanno fatica a pensare che risalivo il tutto con una Jeep, per portare quando ero alla base i viveri ai soldati del corpo di guardia alto. È un peccato che sia andato tutto in malora. Durante l’ascesa mi districo nei rovi con un bastoncino da trekking che adopero come machete,  raggiungere il corpo di guardia alto  posto sulla forcella è un’impresa. Ma più triste è vedere l’edificio vandalizzato, e il mio ex alloggio popolato da pipistrelli. Solo la memoria richiama i ricordi, e sono numerosi volti che  mi vengono in mente, di quasi tutte le regioni d’Italia. L’ascesa al colle Paurion e all’altana è declinata, fa troppo caldo, decido di virare per il colle Palalis, un bel tratto abbastanza ripido, che mi porta all’ante-cima e di seguito alla vetta vera e propria. Ritrovo il barattolo  di vetro con le firme deposto come in un nido tra le foglie sopra la roccia protetta da rovi, apporto il segno del mio passaggio e di Klimt, e scendo per la facile carrareccia che mi riporta in basso, e di seguito tramite tratturo sino all’auto. Così ha termine la breve sortita nei ricordi, in un luogo che un giorno ospitava allegria e voci, e oggi il silenzio.
Malfa.































 

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