Monte di Buia
Localizzazione: Colli morenici intorno a Buia
Avvicinamento: Lestans-Spilimbergo-Dignano- San Daniele-Majano-Buia-Ampio parcheggio presso il parco comunale.
Regione: Friuli -Venezia Giulia.
Provincia di: Udine
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Dislivello: 384 m.
Dislivello complessivo: 384 m.
Distanza percorsa in Km: 8.4
Quota minima partenza: 198 m.
Quota massima raggiunta: 355 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 3 ore
In: compagnia di Klimt
Tipologia Escursione: Storico-naturalistica-paesaggistica
Difficoltà: turistiche
Tipologia sentiero o cammino: strada, carrareccia brevi tratti di sentiero
Ferrata- no
Segnavia: CAI
Fonti d’acqua: si, una bella fontanella in vetta
Impegno fisico: basso
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: no
Croce di vetta: mega croce presso il monumento ai caduti in cima ( Batteria di artiglieria Prima Guerra Mondiale)
Ometto di vetta: no
Libro di vetta: no
Timbro di vetta: no
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in:
Dedicata a: chi ama scoprire il territorio del Friuli lasciandosi andare alle sorprese e senza preorganizzare nulla.
Condizioni del sentiero: tutto ben curato.
Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente sì e anche per una visita al Museo della Medaglia.
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 020
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione: lunedì 24 agosto 2026
Data di pubblicazione della relazione:
Il “Forestiero Nomade”
Malfa
Anni fa, durante la frequenza di un amico residente a Buia, si parlava di montagne e delle nostre collezioni, sorridendo gli rammentavo che gli invidiavo il Monte di Buia, visto che lui lo frequentava spesso perché ne curava un boschetto. Di recente visionando i Colli Morenici, quelli di casa li esplorati in lungo e in largo, ho buttato l’occhio sui colli di Buia, e ho approfondito delle ricerche rivelandomi qualcosa di accattivante che velava il monte. Visto dal basso si vede solo la sagoma e il verde dei boschi, quindi, l’ho iscritto di diritto nell’agenda del da farsi, e prossimo a entrare in azione. Ieri malgrado mi fossi svegliato tardi, il mio gallo da un po' è tarato male, mi sono detto: Andiamo a Buia! Quindi, zainetto pronto e Klimt fedele compagno al seguito, ci siamo catapultati nel cuore del Friuli, in un ambiente che ho iniziato a conoscere circa quarantuno anni fa, quando fui assegnato come sottufficiale in regione. All’epoca i miei colleghi della Genio smontavano le baracche a Buia, edificate appena nove anni prima, e solerte quando si era liberi si andava in auto a fare un giro da quelle parti, per poi finire la giornata in discoteca, adesso mi viene in mente il Love Story di Buttrio. Una volta sembravamo pipistrelli, ci muovevamo di notte azionando il sonar, il GPS non era ancora in voga, e si conosceva tutti i locali notturni. Una volta partiti da Lestans ci avviamo verso Buia, entrando a Majano e viaggiando sulla strada provinciale sino a Buia, percorsa centinaia di volte, specialmente quando mi dirigevo nelle prime ore del mattino verso le Giulie Slovene o i monti di confine presso Tarcento e Cividale. Giunto a Buia aziono la memoria, di recente ero stato in un teatro comunale; quindi, lascio l’auto presso uno dei parcheggi e con il fedele amico mi avvio. Entro per pochi metri in un parco, un bel toro impagliato è in bella mostra, e seguendo la mappa prendo una strada e di seguito una traccia che si inoltra tra i colli Ponzale e Pravis. Ritrovata una stradina la seguo, essa mi conduce rima in località Stramdons e di seguito a Camartino. Raggiunta la carrareccia che ascende al castello di Buia, effettuo una breve sosta, è mezzogiorno, tiro fuori dallo zaino una buona mela verde, e con l’amico sosto presso un masso. Ripreso il cammino vengo salutato da una signora che era affacciata dal balcone di una casa adiacente, rispondo cordialmente al saluto, e penso che se il buongiorno si vede dal mezzogiorno sarà una bella escursione. La carrareccia è ripidina e dopo una serie di tornanti raggiungo le pendici del colle che ospita i ruderi del Castello, ne intravedo tra la boscaglia le mura. Raggiunta una quota sui 300 metri da essa si dipartono tre direzioni, una porta al castello, la seconda alla Pieve di San Lorenzo e la terza al colle di San Bastiano. Bravo! Ho imparato i nomi! Rido! Allora inizio dal più lontano, dal castello posto a quota 322 metri che raggiungo dopo aver superato una curata area divertimento, e percorrendo una traccia mi porto alla prima meta. Del castello rimangono pochi ruderi, ma ben curati, soprattutto il lato meridionale che si affaccia su Buia paese, e la porta di ingresso, Salgo tramite una scala in metallo sino in vetta, divertendomi a fotografare dalle finestre strombate. Dall’apice si osserva a 360 gradi un meraviglioso panorama e le montagne friulane, ricordi di vissuto che si moltiplicano all’infinito. Un’autentica gioia per il cuore, dalle dolomiti friulane dove svetta la cima dei Preti sino alla cresta dei Musi, volando di seguito con lo sguardo fino Slovenia. Ridisceso con il compare Klimt, ci avviamo al secondo colle, di tre metri più alto, quello che ospita la Pieve di San Lorenzo, davvero bella, mistica. Il piano che ospita l’edificio sacro è affascinante, provvisto di museo che visiterò dopo e di una fontanella con una ciotolina anche per gli animali, altissimo senso civico. Il luogo sacro è chiuso alle visite ci sono gli orari, quindi, mi spingo verso il terzo colle, quello che ospita un forte e una batteria di artiglieria del primo conflitto mondiale. Ambiente ben curato, pulito, si percepisce la solennità del luogo e il rispetto che hanno i bujesi per il loro colle sacro.
Raggiunti i bunker che ospitavano il reparto di artiglieria effettuo un breve visita alla mega croce con annesso monumento ai caduti del Primo Conflitto Mondiale. Ritornato indietro salgo tramite una traccia sul più alto dei bunker, e presso un camino da dove penetrava l’aria effettuo una sosta con il mio amico, beviamo acqua e consumiamo frutta secca. Il luogo è davvero liturgico, fresco, solenne, e questo mostra quanto i locali sono legati al loro passato. Dalla quota più alta ( 355 metri) ridiscendo e rientro presso la piazza che ospita il museo. Un cospicuo numero di signore di mezza età è intente a visitare il museo, mi avvio anch’io con klimt, chiedo se il mio amico è ammesso (ingresso libero), mi risponde cortesemente una dolcissima e simpatica signora, che scoprirò dopo essere la responsabile del museo, la stessa con tanta cortesia mi spiega il museo e le varie stanze. Ho scritto prima che il buongiorno si vede dal mezzogiorno, e il pomeriggio non è da meno. Visito il museo, dedicato principalmente ad un incisore di monete locali Pietro Giampaoli e la sua ricca collezione, davvero interessante, e alcune vetrine ospitano alcuni reperti dal periodo romano e longobardo, la storia del paese in un curatissimo e delizioso museo. Prima di andare via mi complimento con la responsabile e ho anche il piacere di conoscere l’assessore ai beni culturali di Buia, con cui intrattengo una simpatica conversazione. Esco da museo e mi avvio al rientro con lo spirito con le alette, felice di aver passato una meravigliosa giornata. Il rientro è per lo stesso percorso dell’andata, con un arrivederci a presto con la splendida cittadina e il suo ambiente storico-naturale.
Il Viandante e il lupo.
Malfa e Klimt.





































































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