Powered By Blogger

giovedì 24 settembre 2026

Col Palis da Lestans 2026

Col Palis da Lestans 2026



Localizzazione: Colline moreniche che si estendono nella zona nord-orientale della provincia di Pordenone, ai piedi delle Prealpi Carniche, tra il fiume Meduna e il torrente Cosa.

 



Avvicinamento:  Partenza da Lestans ( Sequals PN)


Regione: Friuli -Venezia Giulia.

 

Provincia di: Pordenone

.

Dislivello: 224 m.


Dislivello complessivo: 224 m.


Distanza percorsa in Km: 16


Quota minima partenza: 180 m.


Quota massima raggiunta: 374 m.


Tempi di percorrenza escluse le soste: 4


In: coppia con klimt


Tipologia Escursione: naturalistica


Difficoltà: escursionistica


Tipologia sentiero o cammino: stradine asfaltate, carrarecce, sentieri, tracce



Ferrata- no


Segnavia: CAI no


Fonti d’acqua: no

 

Impegno fisico: medio


Preparazione tecnica: bassa


Difficoltà di orientamento: nessuna


Attrezzature: no


Croce di vetta: no


Ometto di vetta: no


Libro di vetta: no


Timbro di vetta: no


Riferimenti: 

Consigliati: 


Periodo consigliato:  tutto l’anno


Da evitare da farsi in: 


Dedicata a: chi ama fare lunghe camminate comprese di dislivelli e una cimetta, che non guasta mai.


Condizioni del sentiero:  ben battuto e curato, per il fuoripista per la vetta fisica si seguono tracce di animali


Percosso idoneo per portare cane al seguito: indispensabile! Assolutamente sì.



Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028

2) Bibliografici:

3) Internet: 

Data dell’escursione: mercoledì 23 settembre 2024


Data di pubblicazione della relazione:


Il “Forestiero Nomade”

Malfa


Il luogo dove vivo offre mille opportunità escursionistiche, lunghe camminate per un territorio testimone sin dalla preistoria della presenza umana. Nel Museo di Villa Savorgnan posta al centro della frazione di Lestans si può trovare una ricca testimonianza di questo lungo percorso dell’Homo Sapiens. 

Approfittando della fresca giornata, e portando al seguito il mio fedele compagno e una sacca si parte alla volta di Sequals, che dista all’incirca un sette chilometri. Il sentiero che percorrerò lo creo man mano che cammino, visto che i tracciati per raggiungere la località sono molteplici. Dall’abitato di Lestans mi sposto a settentrione seguendo per alcune centinaia di metri la statale che conduce a Travesio, per poi virare a sinistra imboccando l’arteria presso il cimitero. Costeggiando le pendici orientali del Colle  sbuco nella vasta pianura posta tra i colli di Lestans e quelli di Usago. La prima immagine pittorica è l’ancona di San Zeno e sullo sfondo i monti , in primis il Ciaurlec e dietro le Prealpi carniche, tra cui spicca il Raut, Rodolino, e dietro ancora il Dosaip e le Caserine, e altro ancora, visto che la vista si espande sino alle dolomiti friulane. Lo scenario è fantastico, ma quello che colpisce a primo acchito sono i colli morenici che collegano la frazione di Usago a quella di Sequals , e prima di esse la vasta depressione una volta sede di un enorme stagno, qualcuno racconta pure di un lago. Basta socchiudere gli occhi e immaginare villaggi di palafitte posti al margine di esso, e il resto è sogno. Seguo la remota carrareccia che ha un suo filo logico, saluto l’enorme quercia e di seguito l’altra posta al centro di un bel prato. Finalmente inizio a intravedere la meta, il monte Palis e alle sue pendici la chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Mentre leggo gli ultimi capitoli di un libro ( Uomini e No di Elio Vittorini), imbocco una serie di carrarecce che mi portano a superare una fattoria posta quasi al centro della depressione, nel frattempo Klimt, esso, approfittando del mio passo lento ha modo di sniffare tutti i cespugli e leggere il suo quotidiano. Mentre attraverso una fattoria, un allevamento di bovini, ne sento nell’aria l’odore tipico delle stalle, e questo mi riporta alla mia infanzia, di fronte a casa c’era un vicolo che conduceva a una stalla, e il mandriano era amico di mio padre. Mi ricordo che si nutrivano di pale di ficodindia e ricordo ancora l’odore del latte fresco e del fieno. In fondo nel  camminare grazie all’olfatto o alla vista è un ritornare nel proprio vissuto. Poco dopo la seconda fattoria, sempre direzione Sequals,  scorgo l’ancona dai Vies, bella e isolata, datata 1738, e protetta da due abeti che le fanno da gendarmi. Purtroppo, gli affreschi dell’interno sono andati perduti ma persistono gli atti vandalici dei neonazisti o fascisti, a conferma che la madre degli idioti è sempre incinta. Continuando la marcia verso occidente raggiungo una terza ancona, di epoca meno remota , ancona Cantando, e anche qui i ricordi affiorano, visto che finché ero in servizio, per la prova fisica dei quindici chilometri eravamo di solito partire da questa posizione e raggiungere Lestans con un’andata e ritorno complessiva. Dalla cappella votiva prima a settentrione e di seguito a occidente e tramite stradine mi porto sulla strada principale che lambisce la Villa di Primo Carnera, il gigante buono originario di Sequals. Da ragazzo mi ricordo che vidi in televisione un film a lui dedicato “ Il colosso d’argilla”. Il pugile immigrato in Francia e soprannominato “ La montagna che Cammina” nel 1933 fu il primo italiano a divenire campione del mondo nel pugilato. Questo a conferma del detto palermitano “ Cu nesci arrinesci” chi esce diventa qualcuno, riferito agli immigrati che cercano lavoro e fortuna lontano dalla propria terra. Dalla sua abitazione mi sposto al centro del paese, poco dopo incontro un mio ex collega, breve conversazione, di cui ricordo che si conversava su Sequals, la frazione è diventato un paese di vecchi, già, a Lestans la media dell’età è molto più bassa e questo l’ho notato da anni. Raggiunto il municipio, mi spingo fin quasi all’imbocco della scalinata della chiesa di Sant’Andrea, pochi metri prima inizia il sentiero naturalistico “ Crètroi, già percorso in passato e ben curato dai volontari locali. Inizio l’ascesa con un accumulo di dislivello, ma la bella traccia è piacevole, e dopo pochi minuti mi ritrovo in forcella. Alla mia destra inizia la direttissima per il monte Palis.  Percorro per pochi metri l’erta traccia, mi siedo su una zolla d’erba  per ammirare su entrambi i versanti la pianura friulana: a sinistra lo sguardo spazia sino a Lestans e oltre, da dove riesco a vedere ance la frazione dove abito, a destra mi ritrovo l’enorme greto del torrente Meduna e il ponte che collega i due argini del fiume, da cui avvisto la frazione di Colle. Alle spalle le Prealpi carniche sino alle dolomiti friulane. Questo pulpito da solo merita il biglietto del viaggio, ma si prosegue. Superato un mega ripetitore, raggiungo un paio di massi, il pulpito panoramico, un sasso tondo al vertice di uno dei due massi suggella l’amicizia tra le frazioni di Sequals e di Solimbergo, come se ci fosse un confine, anche perché le frazioni sono all’interno dello stesso comune. Dopo una breve sosta con Klimt, ad ammirare il paesaggio a oriente, riprendiamo il passo, stavolta diretti alla vetta naturale, che se ben ricordo è ben serbata nella fitta vegetazione del vertice del colle. Infatti, lasciata da parte la pista, e messo il selettore in modalità lupo, seguo le tracce di caprioli o lupi ( finora nel terreno umido ho scorto solo impronte di cervi). Dopo alcuni metri, aggirando i rovi e arbusti, mi ritrovo su una crestina con una labile traccia, essa mi conduce alla vetta del Col Palis, dove lascio un segno del passaggio del Viandante. Rientrato a ritroso sul sentiero maestro, continuo a settentrione, perdendo rapidamente quota, sino a imboccare la carrareccia che da Solimbergo conduce all’omonimo castello, ma visto che l’ho visitato da pochi giorni declino l’invito, perdendo ancora quota fino a passare per la Forcella Via Vecchia, che si affaccia sul versante meridionale del rilievo. Proseguo scendendo per l’arteria sino a imboccare l’arteria principale, passando davanti a un brutto murale che illustra una brutta persona. Eccomi alla frazione settentrionale di Sequals, continuo per il centro e all’incrocio viro a sinistra in direzione Usago, bai passando la bella chiesetta di San Nicolò, un centinaio di metri dopo viro a destra percorrendo una carrareccia che mi conduce di nuovo nella pianura, ma effettuo una piccola deviazione per visitare l’ultima ancona odierna, quella di Perlarin, ben conservata e piena di simboli. Da questo tratto, sempre per carrareccia mi porto sulla carrareccia campale principale che da occidente a oriente mi conduce alla successiva, che viene intersecata ma con direzione settentrione  meridione. Perdo leggermente quota per poi guadagnarla, è chiaro che il punto più basso era quello più profondo dello stagno che in seguito è stato bonificato. Raggiunta l’ultima carrareccia, essa passando tra i colli di San Zenone mi conduce alla periferia di Lestans, dove scorgo delle belle amazzoni con cui instauro una breve conversazione. Poche centinaia di metri di strada ancora per raggiungere l’abitazione,  il GPS segna che ho superato i sedici chilometri, e mi ritengo soddisfatto, anche perché non avverto la minima stanchezza. L’escursione volge al termine, mi ero prefissato un minimo di obiettivi, ma oggi ho raggiunto il massimo che avevo desiderato, evidentemente la mente e il corpo erano in sodalizio. Klimt l’ho visto carico e soddisfatto, a casa si accuccerà in un cantuccio, e rivedrà nei suoi sogni il tempo trascorso con il suo amico bipede,

Malfa.

 














































































 

Nessun commento:

Posta un commento