Alle pendici del monte Cumieli . Colle del Leone – Monte Cjamparis e Colle Dorondon
Localizzazione: Prealpi Giulie-situato nei pressi di Gemona del Friuli e Ospedaletto, ai piedi del Monte Chiampon-
Avvicinamento: Lestans-Spilimbergo-Dignano-Sana Daniele-Osoppo -Gemona- Ho lasciato l’auto presso uno dei numerosi posteggi della Località Ospedaletto.
Regione: Friuli -Venezia Giulia.
Provincia di: Udine
Dislivello: 407 m.
Dislivello complessivo: 407 .
Distanza percorsa in Km: 8
Quota minima partenza: 205 m.
Quota massima raggiunta:347 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 4 ore
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: storco-paesaggistica
Difficoltà: escursionistiche
Tipologia sentiero o cammino: carrareccia- sentiero-traccia
Ferrata- no
Segnavia: CAI
Fonti d’acqua: si
Impegno fisico: medio
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: no
Croce di vetta: si sul monte Cjamaparis
Ometto di vetta: si sul Co Dorondon
Libro di vetta: su alcuni colli
Timbro di vetta: no
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in:
Dedicata a: chi ama esplorare le elevazioni poco frequentate dalla massa
Condizioni del sentiero: ben battuti e marcati
Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente si
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 020
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione: giovedì 02 settembre 2026
Data di pubblicazione della relazione:
Il “Forestiero Nomade”
Malfa
Il tempo di riordinare le idee, di studiare le mappe ed eccomi di nuovo a Ospedaletto, la borgata periferica di Gemona. Nella precedente escursione avevo fatto una visita di cortesia a due cimette presso il monte Cumieli, scrutando, ammirando e indagando ho scoperto le altre tre cimette che urgevano della mia conoscenza, quindi, mappe alla mano, ho studiato un anello che avesse un senso sempre con partenza e arrivo dal piccolo borgo. A proposito di mappe, la Tabacco ha perso colpi , spesso le mappe sono imprecise e segnano sentieri inesistenti o al contrario; il bello è che derivano dalle note IGM che malgrado l’età sono molto affidabili e precise con il GPS, per fortuna e grazie al mio ex lavoro ne tengo molte a disposizione, soprattutto una digitale del Friuli che adopero sul P.C. Due giorni dopo rieccomi con il mio amico Klimt nella frazione di Ospedaletto, stesso posto dove ho lasciato l’auto e stessa carrareccia da ripercorrere. Una volta pronti si è già sul sentiero, iniziando la breve salita, e dopo avere superato un paio di abitazioni, imbocchiamo un prato alla nostra sinistra scoprendo un’ampia traccia che ascende il Colle del Leone. La piccola elevazione sicuramente una volta era adoperata per fare pascolare il bestiame, o per fare foraggio, adesso è un colle coperto da vegetazione selvatica. Giungo quasi in vetta, in uno slargo, ma gli ultimi metri sono occultati dalla fitta vegetazione, e in essa scopro una traccia che seguo, essa aggira il colle da occidente a settentrione, per poi interrompersi. La vetta è poco sopra, procedo tra i rovi e i piccoli arbusti fino a raggiungere il cupolotto sommitale, non c’è nulla come indicazione, né un ometto e nemmeno qualcosa di artificioso, una vetta naturale popolata dalla selva. Davvero bella perché è pura, ridiscendo insieme al mio amico, e una volta raggiunti i prati illuminati dalla luce mattutina, continuiamo per la carrareccia che conduce al forte Ercole, effettuando un’altra breve visita al lago di Minisini ove galleggiano sulle azzurre acque le bellissime ninfee. Luogo stupendo, da visitare assolutamente per chi non lo conosce. Ripreso il cammino, e dopo aver incontrato altri cagnetti accompagnati da umani, raggiungiamo un bivio, dove a destra un’ampia carrareccia di edificazione remota ascende sino alla forcella che si interpone tra le pendici del monte Palombaro con il monte Cjamparis. Il vecchio sentiero è davvero bello, percorso sicuramente sin dai tempi remoti, e in breve mi conduce alla forcella dove si intersecano più tracce. La mia direzione è a destra, e sorprendentemente non trovo una piccola traccia ma un bel marcato sentiero, tanto ampio da far transitare le ruote di un carro. La prima parte del tracciato è ripidina, poi la pendenza diviene moderata, fino a raggiungere uno spiazzo, dove la carrareccia prosegue oltre ma in discesa per raggiungere le pendici orientali dello stesso monte. Scorgo nella vegetazione una traccia che ascende ripidamente l’ultimo tratto, cioè la vetta del Monte Cjamparis, fino a raggiungere un prato, ma non è la cima, la vetta è a sinistra, ultimi metri di ripido terreno finché sul cupolotto terminale mi fermo. Sono circondato da vegetazione, ma noto una traccia e dopo mezzo metro scopro un palo in metallo posto verticalmente e ben piantato per terra, scruto in altro scoprendo che è un’enorme croce, ma ben celata dalle fronde della vegetazione. Vetta! La cima del Cjamparis è stata raggiunta, breve sosta su un piccolo fazzoletto di terreno, per poi riprendere il cammino con un percorso a ritroso sino alla forcella precedente. Dalla sella con andamento quasi in piano diparte un bel sentiero, e dopo aver sfiorato più di una galleria poste sulle pendici settentrionali del Monte appena conquistato, raggiunge una località evidenziata da una indicazione scritta su una tavola di legno”Forcjite”, presumo che significa forcella, vicino c’è un masso con una croce con una dedica a un ciclista. Dal luogo dipartono un paio di tracce, io seguo quella che continua a oriente, è un vecchio sentiero chiamato “ Troi di Cueste”, la prosecuzione di quello che ho appena percorso. La traccia ben battuta perdendo progressivamente perdendo quota mi conduce a guadare il torrente Vegliato, prima di riprendere a risalire la prossima meta. Ho letto da qualche parte che intorno sono state depositate le macerie del centro storico di Gemona dopo il terremoto del 1976. Dal torrente (in secca) risalgo le pendici settentrionale del Colle Dorondon, dopo un tratto sfioro una cavità posta dirimpetto a un grosso masso erratico, il territorio è strapieno di gallerie artificiali ad opera dei militari, opere risalenti alla Prima o alla Seconda Guerra Mondiale. Seguendo la traccia dopo un centinaio di metri si biforca, io seguo quella che ascende le pendici occidentali del colle. Il primo tratto del sentiero si inoltra a sud, poi invertendo la rotta e salendo di quota percorre il tratto del monte sino a settentrione, dove compiendo un’ampia ansa e sempre con leggera pendenza si porta sul versante orientale del monte. Ora la pesta è aerea e da essa posso ammirare in tutta la sua bellezza il versante occidentale del monte Cjampon, ovvero quelle avente come vetta il monte Deneal. A volte mi siedo su dei ciuffi d’erba per ammirare la bellezza del monte dirimpettaio, davvero quasi invalicabile, anche se ho letto di escursionisti che ne hanno asceso il versante. Seguo il sentiero, e con un altro tratto in controtendenza esso mi conduce sul versante settentrionale fino a superare altre due cavità naturali, e dopo di queste , invertendo di nuovo direzione, stavolta verso il vertice del colle. Un’ampia radura con piccoli arbusti mi conduce all’ultimo tratto, un pezzetto di prato circondato da frutici, la vetta del Colle Dorondon. Anche su questa vetta non vi sono ometti, o altri simboli, quindi, con dei sassi trovati per terra erigo un piccolo ometto che dedico alla dea Artemide. Klimt se ne sta all’ombra di un alberello con il mio zaino, curioso di vedere cosa combino. Il luogo è serafico, si respira tanta pace, serenità. L’unica pecca che non è panoramico a causa della vegetazione. Per la discesa proseguo per la stessa traccia ma a sud, e in pochi attimi mi conduce quasi dentro un campo sportivo. Percorro un sentiero parallelo fino a sbucare su un tratto di carrareccia che conduce all’impianto sportivo, seguo uno sterrato chiamato Via da Fornas e raggiungo il campeggio “Ai Pioppi” e di seguito il punto di partenza. Con un percorso di otto chilometri e tre elevazioni ha termine la seconda parte delle mie escursioni intorno al Monte Cumieli. Un ambiente vario affascinate dal punto di vista naturalistico e carico di storia.
Malfa.





































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