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martedì 3 ottobre 2017

Monte Vas

 
Monte Vas 1964 mt. da Sigilletto

Note tecniche.

Localizzazione: Alpi carniche Centrali.

Avvicinamento: Tolmezzo-Villa Santina -Ovaro, Comeglians – Rigolato-Forni Avoltri. Dal Forni Avoltri si seguono le indicazioni per Sigilletto (m 1121) dove troviamo parcheggio.



Dislivello: 830 mt.

 Dislivello complessivo: 860 mt.

Distanza percorsa in Km: 8 chilometri

Quota minima partenza: 1121 mt.

Quota massima raggiunta: 1894 mt.

Tempi di percorrenza. 4.5 ore.

In: Coppia.

 Tipologia Escursione: Escursionistica.

Difficoltà: https://www.vienormali.it/images/layout/dif-EE.gif Turistiche fino alla casera monte dei Buoi, per Escursionisti Esperti procedendo in vetta.

Segnavia: CAI 169

Attrezzature: No.

Croce di vetta: SI, e pure bella, appena restaurata.

Libro di vetta: SI

Timbro di vetta: Si, ben due.

Cartografia consigliata: Tab 01

Periodo consigliato: Tutto l’anno per la tipologia del terreno.

Condizioni del sentiero: Ben segnato e marcato

Fonti d’acqua: Si, sotto la cima e presso la casera.

Data: 30 settembre 2017.



Il “Forestiero Nomade”

Malfa

 
Racconto.







L’autunno dipinge di colori cangianti la vegetazione, invitando a fare escursioni dal sapore elegiaco e intimo, dove poter scoprire i vecchi borghi e sentieri, un tempo frequentati attivamente dall’uomo.

Tralasciate le bianche rocce delle dolomiti d’Oltrepiave, recentemente riscopro la Carnia, bella terra, dall’aspetto antico e dai mille borghi che cingono le pendici delle Alpi di confine. Forni Avoltri e il suo territorio esercitano il suo fascino, con le cime cariche di storia arcaica e moderna, tutta da scoprire con delle belle passeggiate. Per questo fine ho scelto come località di partenza Sigilletto e come meta la cima Monte di Vas. Sia la località che la vetta mi sono sconosciute, e questo ne aumenta il desiderio. Stavolta si va con il nucleo familiare, la mia signora e il fedele e inseparabile Magritte. Visto il modesto dislivello che mi aspetta, non c’è fretta di arrivare a destinazione. Ci godiamo per strada il sole nascente, e le cittadine della Carnia, viaggiare è come sfogliare l’album dei ricordi. Durante il tragitto osservo le nuvole, sono basse, fin sotto i mille metri, non mi preoccupano, esse sono benevoli, giocano a nascondere il paesaggio. Arriviamo a Sigilletto, lascio l’auto nella zona adibita a parcheggio, ci prepariamo per l’escursione, c’è umidità nell’aria, si parte ben coperti. In contemporanea alcuni fuoristrada con operai sostano nelle nostre vicinanze, sicuramente andranno a riparare qualcosa, intuisco che si tratta di una casera, mi viene in mente Casera Monte dei Buoi.

Si parte, seguendo le indicazioni per Casera monte dei Buoi, sentiero numerato 169.

Dal centro del borgo seguiamo una stradina che ci porta alla periferia del villaggio, risalendo una mulattiera adombrata da due lunghe file di abeti bianchi. Dei lavori in corso rendono imprecisa la traccia da seguire, percepisco che si tratta di quella a sinistra, infatti, riguadagnata la mulattiera, la percorriamo, lasciando dietro le ultime abitazioni di Sigilletto.

Una strada forestale che si alterna a brevi tratti di sentiero sarà la nostra la guida inequivocabile. I nostri compagni di viaggio, saranno gli alberi, ne approfittiamo per fare un ripasso sulle loro forme e caratteristiche. Abeti bianchi, abeti rossi e larici, ci accompagnano, gli ultimi, iniziano a tingersi di giallo oro, li adoro, li ho sempre trovati regali. Numerosi funghi dalla testa rossa fanno a gara per farsi notare, malgrado la nebbia i colori sono accesi, tali da illuminare il nostro cammino. Usciti dal bosco ammiriamo l’atmosfera creata dalla nebbia, essa nasconde il paesaggio, intuendo che un paradiso è al di là della grigia coltre. Un malgaro dall’aspetto serafico è in sosta su un masso, le mucche brucano sparse nel pascolo, atmosfera bucolica. Siamo in prossimità dei ruderi di Casera Monte dei Buoi. Enormi massi erratici appaiono dormienti, come se stessimo attraversando un luogo incantato popolato da giganti. Rumori di motoseghe e voci umane, precedono la comparsa dei fuoristrada, che tanto urtano con l’ambiente. Sono le squadre di operai che ho visto al paesello, ho pure centrato l’oggetto del loro lavoro, il restauro della Casera Monte dei Buoi. Noi continuiamo per la meta, dei cani pastori ci vengono incontro per poi tornare indietro. Proseguire per la cima Monte di Vas, non è difficile, una miriade di bolli e frecce rosse ci guida, sembrano tinte dal noto escursionista maniaghese. Per sentiero ripido entriamo nel bosco di conifere, per uscire in una sella inerbita, passo di Piz Forchia. Sostiamo un attimo ad ammirare la bella cima, che appare irraggiungibile dal versante orientale. Sono sereno, nessun problema di orientamento, tengo la mappa custodita nello zaino, mi lascio guidare dai segni, il cielo a volte sembra aprirsi. Speriamo! Rientrati nel bosco, percorriamo un lungo traverso tra i mughi, e successivamente rasentiamo una paretina (a destra), ne approfittiamo per costruire degli ometti. Dopo un paio di ripidi tratti, resi scivolosi dal terriccio (utile aiutarsi con i mughi) raggiungiamo l’affilata crestina meridionale; e vista la presenza di tre bastoncini telescopici, poggiati sulla roccia, intuiamo che non saremo soli in vetta.  Do uno sguardo in alto, la vetta non si vede, da essa ci separa una vasta mugheta, dobbiamo ancora percorrere ottanta metri di dislivello. Finalmente avvistiamo le roccette finali, un breve passaggio di primo grado scarso, ci porta alla meta, dove ci dà il benvenuto un vissuto legno che si erge da un ometto, ma non è la cima! Essa dista pochi metri, sormontata da un’originale croce, e accudita da un paio di volontari a cui danno le ultime mani di tinta. I due altruisti, provengono da Venezia, hanno adottato questa cima, curandola, e istallando una croce, che ogni anno vengono a manutenzionare. Non posso fare a meno di ammirarli, il volontariato nei monti è un lavoro sporco, pericoloso, e poco appagante. Noi ci spostiamo, al limite della cima, presso un masso, lasciando i due amici liberi di operare, ne approfittiamo per recuperare forze, consumando il pasto al seguito. Il panorama è del tutto assente, a volte le nuvole ci concedono la visuale sul Volaia e sulle valli sottostanti; ma poca cosa, non ce ne doliamo, siamo lo stesso paghi. I volontari hanno finito il lavoro, ci salutiamo fraternamente con il saluto degli spiriti liberi Adoro le nuvole, amo la montagna, nelle sue mille sfaccettature.

Firmato il libro di vetta, ci avviamo per il rientro, le nuvole si diradano, concedendoci poco alla visione. Prestando attenzione durante la discesa dal monte raggiungiamo la Casera Monte dei Buoi, gli operai sono ancora in azione. Decidiamo di non fare l’anello che ci porta a passare per Casera Vas e Frassenetto, preferendo fare il sentiero dell’andata per poi gustarci una buona cioccolata giù in paese.

Raggiunto Sigilletto, togliamo gli scarponi, dedicando del tempo a renderci presentabili, prima di entrare nel locale. Lungo la strada che ci divide dal bar, abbiamo tempo di conversare con un simpatico signore, intento a sistemare la sua abitazione, oggi, a quanto pare, in Carnia la giornata è dedicata alla manutenzione. Mentre gustiamo la desiderata cioccolata, nel locale entrano gli operai che abbiamo visto su, alla casera. Ascolto il loro dialetto, il carnico, e do uno sguardo alla signora che gestisce il locale mentre prepara le birre. l’arredo del locale è color pino, scalda con la sola visione, mi lascio cullare dalla fantasia, come se fossi nato qui, mi basta poco e soprattutto, basta crederci. Usciti dal bar, percorriamo i metri che ci separano dall’auto, vivendo fino all’ultimo secondo questo magico viaggio.

Il “Forestiero Nomade”

Malfa.





















































































1 commento:

  1. Ciao sono Colin, escursionista inglese da anni residente in Friuli. ho fatto lo stesso giro oggi. Si vedono le tracce della slavina. Il bivacco nuovo non è male ma non eccezionale. Panelli solari danno luce ma i materassi sono un pò cosi...Il tuo racconto cmq è molto ben fatto e le foto sono belle. Andrò a vedere altre vostre escursioni. Mandi!!

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