Colle della Pace o Colle Jouf dalla frazione Grilli (Cavasso Nuovo PN).
Localizzazione: Prealpi Carniche
Avvicinamento: Lestans-Colle-Cavasso Nuovo-Frazione di Grilli- Lasciare l’auto nello spiazzo antistante il piccolo borgo.
Regione: Friuli- Venezia Giulia
Provincia di: PN
.
Dislivello: 164 m.
Dislivello complessivo: 202 m.
Distanza percorsa in Km: 6,44.
Quota minima partenza: 370 m.
Quota massima raggiunta: 534 m.
Tempi di percorrenza escluse le soste: 3 ore
In: coppia con Klimt
Tipologia Escursione: storico naturalistica
Difficoltà: Escursionistica
Tipologia sentiero o cammino: sentiero e stradina
Ferrata- no
Segnavia: CAI
Fonti d’acqua: nessuna
Impegno fisico: medio
Preparazione tecnica: bassa
Difficoltà di orientamento: nessuna
Attrezzature: no
Croce di vetta: no
Ometto di vetta: costruito dal sottoscritto
Libro di vetta: istallato barattolo.
Timbro di vetta: no
Riferimenti:
Consigliati:
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da evitare da farsi in: con ghiaccio o terreno bagnato
Dedicata a: chi ama scoprire sentieri non comuni
Condizioni del sentiero: traccia ben battuta
Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente si
Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028
2) Bibliografici:
3) Internet:
Data dell’escursione: giovedì 21 maggio 2026
Data di pubblicazione della relazione:
Il “Forestiero Nomade”
Malfa
L’idea iniziale era quella di raggiungere la cima del monte Lieto, fatta alcuni anni fa, ma studiando la mappa ho notato sulla la cresta la quota 534 m. che non ha nessun nome, malgrado sia il punto più alto dell’intera cresta che domina a settentrione Cavasso Nuovo. Allora ideo un anello escursionistico, naturalmente variabile in base alle difficoltà che troverò con partenza dalla frazione di Grilli , anello in senso antiorario per raggiungere i ruderi del castello di Mizza, cavalcare tutta la cresta e rientrare sempre per sentiero alla Frazione di Grilli dopo aver lambito il borgo di Runcis. Sulla carta è facile e il dislivello non è notevole, ma bisogna passare ai fatti, quindi, si parte per Cavasso Nuovo che dista pochi chilometri dalla località dove abito. Raggiunta la piccola cittadina risalgo una stradina con una serie di tornanti con le indicazioni per Grilli. Raggiunta la località lascio l’automezzo in uno ampio spiazzo che precede le prime abitazione, e una volta preso lo zaino si parte con l’inseparabile amico Klimt. Superate le poche abitazioni del borgo a oriente di esso parte un ripido sentiero adombrato dalla boscaglia che conduce a un bivio dove il sentiero si biforca, a destra scende per cresta raggiugendo la sorgente di Pichias, a sinistra cavalca la cresta che porta ai ruderi del castello di Mizza. Dopo alcuni metri verticali raggiungo la prima meta, un pulpito panoramico dove è posta un’asta con brandelli della bandiera friulana e a pochi metri i ruderi di quello che fu il castello di Mizza. Sembra una porta di ingresso, si notano solo le due ante laterali in pietra, il resto l’ho notato ascendendo , tra i cespugli evidenti pietre sparse, e quello che manca è stato riutilizzato dagli abitanti delle frazioni in basso. Breve sosta panoramica ammirando le cime circostanti e poi si riprende il passo a occidente del monte adesso per me sarà tutto nuovo. La bella cresta è adornata dalla vegetazione spontanea, il cammino molto articolato e prende il nome di “Sentiero l’Anziano Del Monte”, di seguito passando per il monte Lieto rientra ad anello a Grilli. Come ho scritto in precedenza, il bel sentiero è molto flessibile, a volte bisogna abbandonare la cresta e bai passarla sui lati per via di alcuni salti che sarebbero problematici. Il percorso è molto divertente e i tratti esposti e delicati sono protetti da steccati che accompagnano il viandante con sicurezza. Il dislivello aumenta per alcuni saliscendi. Raggiunta la quota massima , trovo un masso tra la vegetazione che si scosta dal sentiero un paio di metri. Decido di edificare un ometto raccogliendo intorno dei sassi e in un incavo ricavato appongo il barattolo del viandante, per chi volesse lasciare un segno del suo passaggio. Non trovando il nome del colle sul web e né sulle varie mappe, l’ho battezzato Colle della Pace, nome opportuno sia in questo periodo e in tutte le ere. Ripreso il cammino, stavolta è solo un continuo perdere di quota, sinché raggiungo un punto dove la traccia si biforca, a destra prosegue per Valdestali, e a sinistra per la frazione di Runcis, proseguo per quest’ultima, scoprendo un sentiero molto selvatico che perde rapidamente quota. Sicuramente non è molto frequentato ma dal tracciato intuisco che è remoto e alcune immagini sono oniriche. Raggiunto la strada asfaltata che conduce alla frazione di Runcis, la percorro per pochi metri, rientrando su un sentiero non evidenziato dai segni ma che scopro tra le fronde ai bordi della rotabile. La traccia ben battuta attraversa il versante meridionale del monte lambendo un paio di impluvi finché sbuca sulla stradina asfaltata proveniente da Cavasso Nuovo. Ultimi chilometri sul solitario asfalto prima di raggiungere la frazione di Grilli e con essa l’automezzo. È stata una bella escursione, nell’ambiente che amo di più, il selvatico, e avendo l’emozione di percorrere assieme al migliore amico un tratto che non conoscevo, che mi ha sorpreso in positivo.
Malfa.
Dal web:
Castello di Mizza.
Pochi resti di due torri site sul colle Jouf, sopra Fanna, sulla sommità d'un rialzo in cima ad uno strapiombo, insieme ad alcuni residui di muro di cinta e ad una cisterna, sono tutto ciò che resta dell'antico castello di Mizza, sulla cui origine le notizie sono piuttosto confuse.
Secondo alcuni studiosi, infatti, esso fu il rifacimento dell'antica abbazia che sorgeva sul colle prima del secolo XIII; altri sostengono, al contrario, che questa sorgeva a Fanna di sotto, quindi in una sede del tutto estranea a quella del castello. Un ulteriore disaccordo riguarda la pertinenza del feudo. Infatti, fin da tempo immemorabile, appartenne ai signori di Polcenigo ma mentre a detta del Lazzarini questi lo ebbero nel secolo XIII dal vescovo di Belluno, secondo Altan esso apparteneva alla Chiesa d'Aquileia e quindi dal patriarca pervenne ai Polcenigo, ancor prima del Duecento. "Il castello di Mizza poteva vantare una posizione di alta valenza strategica, in quanto controllava il percorso pedemontano congiungente la pianura sacilese con il fiume Tagliamento." (“Castello di Mizza (Cavasso Nuovo) –
Consorzio Castelli FVG”)
Il Sentiero dell'Anziano del Monte è un bellissimo percorso escursionistico ad anello situato a ridosso della Val Colvera. Ti permette di esplorare la natura pedemontana combinando la salita al Monte Lieto (la cima) con la visita ai suggestivi ruderi del Castello Mizza.










































































Nessun commento:
Posta un commento