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mercoledì 6 maggio 2026

Il mio amico lupo

Il mio amico lupo

..da tempo volevo incontrare il mio amico lupo, nella sua tana e da soli, consapevole di non essere sbranato, anzi, avrei insieme a lui camminato per un sentiero, aprendo i nostri cuori e affidando le parole al vento, e così è stato. 

Il mio caro lupo mi aspetta nell’Alpago, una terra tanto ospitale per chi sa udire il silenzio. Ci incontriamo in una frazione, e sotto un campanile di remota memoria, insieme alla sua fedele e unica amica. 

Mi accompagna sino alla tana, tanto piccina ma confortevole, il tempo di lustrarci il pelo e usciamo per una battuta di caccia, a cerca di ricordi e risposte. 

Indossati gli abiti da trekking si parte! Siamo due belve con le cicatrici del vissuto, ma consapevoli di essere ancora tra i vivi, e con un solo sogno, amare. Iniziamo il passo con un sorriso, spento solo per chi non ha mai voluto leggere il nostro cuore. 

Il sentiero porta alla valle del paradiso, li incontriamo un branco di mufloni, tanto arditi da sfidarci a seguirli, ma noi andiamo nella direzione del vento del cuore. Per un tratto ci arrampichiamo su un pendio abbastanza ripido, le nuvole corvine e la bassa temperatura ci consigliano di rientrare nella tana e di continuare la caccia dei sogni accanto allo scoppiettante fuoco del caminetto, naturalmente accompagnati da un buon rosso. 

La pioggia calda e scrosciante arriva e ci sorprende poco prima che noi raggiungiamo il riparo, e in essa perdiamo le lacrime che avremmo voluto far sbocciare. Raggiunta la casera, ci liberiamo degli abiti inzuppati, per indossarne altri. 

Il dì scorre lento e soave, abbiamo il tempo di conversare e svuotare dall’animo le pene che ci tormentano, per poi svelare i nostri desideri ancora intatti, che purtroppo in pochi sanno comprendere. 

Confesso all’amico, lupo di montagna e mare, che in lui ho visto me proiettato nel futuro e che anelavo questo incontro come una catarsi. Mi sorride, c’è complicità nel suo sguardo, metaforicamente ci scopriamo, denudiamo, e vestiamo con abiti puliti, stavolta privi delle toppe del passato. 

Alle mie domande cercavo risposte che ho trovato. Ho compreso chi sono, un lupo grigio che a volte pensa fin troppo e si perde, elargendo perle ai porci, amara ma sincera considerazione, un j’accuse. 

Nella tarda notte l’amico mi accompagna nel mio confortevole giaciglio per riposare le membra. Il mattino seguente, dopo il canto del gallo, vorrei trattenermi, ma intuisco che i lupi devono andare a caccia; lui del suo tempo e io di altre risposte; quindi volgendo lo sguardo a sud e verso la luce, gli chiedo il nome di quella determinata elevazione, mi risponde rendendomi edotto. Si tratta del Monte Piccoz, e attraverso la mappa mi illustra il tragitto da fare. Lascio la tana del caro lupo con un forte e fraterno abbraccio e un arrivederci nell’azzurro mare. Un filo di malinconia mi avvolge, parto! 

Malfa.

Tratto da: Monte Pizzoc (1565 m.) da Malga Mezzomiglio (Alpago).













 

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