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mercoledì 6 maggio 2026

La fanciulla del Von

La fanciulla del Von

…ad un tratto scorgo un volto nella roccia, esso contempla a sud, verso le abitazioni della frazione Casasola. Osservo meglio la forma, è un volto femminile, una donna non più fanciulla per giocare con le bambole ma matura per giocare con l’amore. Rapito come da un sogno mi innamoro del volto e ne odo la flebile voce. Si chiama Maria, fu la figlia di un contadino che viveva a Casasola. Essa, fu promessa in sposa dal padre a un compaesano, molto più anziano di lei, forse per sanare dei debiti. Notoriamente un tempo l’amore non era per tutte le donne una libera scelta, ma un’utopia, perché, come spesso nell’antichità, venivano usate anche dagli stessi genitori come merce di scambio. Un giorno, mentre la giovine era a tagliare il fieno sul colle di Piel, vide avvicinarsi dal sentiero un forestiero. Lo straniero aveva un aspetto bizzarro: portava un sacco sulle spalle, un bastone e aveva un cane al seguito. Lo stesso calzava strani indumenti, giovane, dimostrava una trentina di anni, aveva capelli castani lunghi e barba incolta. Maria, mentre falciava, non era indifferente al viandante. Ella, quasi d’istinto, si staccò dal gruppo, sicuramente per farsi notare. Per aumentare la curiosità, sciolse il fazzoletto con cui teneva legata la bruna chioma, che ora fluttuava liberamente grazie alla dolce brezza primaverile. Questo gesto non passò inosservato al giovane forestiero, che raccolse un papavero e lo porse alla fanciulla. Nella breve frazione di tempo che le mani di entrambi furono assai vicine si scatenò un turbinio di emozioni che li rapì. Con il solo sguardo furono avvolti dalla passione, si presero per mano e corsero per i campi fin sotto l’ombra di un acero, dove si abbandonarono all’amplesso. Tutto fu inatteso, solo chi nella vita ha amato può cogliere. La fanciulla con grazia prese il dono del papavero e graziosamente ringraziò, mentre il viandante le sorrise per poi riprendere il cammino, fermandosi poco più avanti presso un olmo, e dandole le spalle. Fu chiaro il messaggio che dettò il viandante << Maria, lascia tutto e fuggi con me! Non avrai mai un tetto fisso sulla testa, solo un cielo stellato, ma avrai tanto amore. Ti aspetto per alcuni minuti, poi riprenderò il cammino. Sarà un addio terreno, ma ti amerò per sempre. >>. La giovane percepì il messaggio, era sul punto di lasciar cadere la falce e correre in direzione del giovane, ma non ebbe il coraggio, qualcosa la frenò. Sicuramente la bloccarono le abitudini del quotidiano e il non voler dare un dispiacere agli anziani genitori, ma anche le chiacchere delle comari provocate dal gesto; fatto sta, che il giovane si avviò, svanendo oltre l’orizzonte del paesaggio. La sera stessa, Maria, presa dallo sconforto e dal rimpianto della scelta, finse di portare da bere agli animali della stalla, per poi incamminarsi sul sentiero illuminato dalla luna. Di lei non si seppe più nulla e si persero le tracce. Qualcuno nel paese sentenziò che fu rapita dai turchi, classico di chi non sapendo cosa dire addossa le colpe allo straniero. Non si sa se la giovane raggiunse il viandante, forse perì, ma di una cosa sono sicuro, ella non fu data in sposa per saldare un debito. Il monte Rossa assistette alla vicenda, e commosso, implorò al vento e all’acqua di scolpire il volto di Maria sulle proprie aggettanti e verticali pareti che si orientano sulla frazione di Casasola. 

Da allora, il monte Rossa dona il volto scolpito di Maria solo ai forestieri che sanno cogliere la bellezza e l’amore, mentre agli altri mostra solo il Von, con il volto del vecchio padre che la voleva dare in sposa… 

Malfa





 

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