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sabato 25 luglio 2026

Ciucul Taront e Col Plait

Ciucul Taront e Col Plait



Localizzazione:  Prealpi Carniche



Avvicinamento: Lestans- Travesio- stradina per Praforte. Spiazzo inerbito poco sopra la frazione di Praforte.


Regione: Friuli -Venezia Giulia.

 

Provincia di: PN

.

Dislivello: 150 m.


Dislivello complessivo: 150 m.


Distanza percorsa in Km: 4


Quota minima partenza: 450 m.


Quota massima raggiunta: 550 m.


Tempi di percorrenza escluse le soste: 


In: coppia con Klimt


Tipologia Escursione: naturalistica


Difficoltà: escursionistiche


Tipologia sentiero o cammino: carrareccia -sentiero



Ferrata- no


Segnavia: CAI 850


Fonti d’acqua: no

 

Impegno fisico: basso


Preparazione tecnica: bassa


Difficoltà di orientamento: nessuna


Attrezzature: no


Croce di vetta: no


Ometto di vetta: si


Libro di vetta: si


Timbro di vetta: no


Riferimenti: 

Consigliati: 


Periodo consigliato:  tutto l’anno


Da evitare da farsi in: 


Dedicata a: chi ama scoprire inaspettati 


Condizioni del sentiero: ben marcato e tracciato


Percosso idoneo per portare cane al seguito: assolutamente si



Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028

2) Bibliografici:

3) Internet: 

Data dell’escursione: mercoledì 22 luglio 2026


Data di pubblicazione della relazione:


Il “Viandante”

Malfa

Il Ciucul Taront è quella sorpresa che non ti aspetti e ti delizia, nata per caso durante un’escursione che stavo abiurando per insolita fatica dovuta sicuramente a una notte insonne. Mi trovavo con il mio amico klimt sulla carrareccia che dal versante meridionale del Col Manzoni conduce alla prateria che ospita il Col Taront, con partenza dall’ampio parcheggio sopra Praforte. Durante il cammino sulla mia sinistra tra le fronde come un miraggio mi è apparso un piccolo cono ingiallito sormontato da un alberello, incuriosito ho visionato la mappa e in quella direzione mi indica un colle quotato 533 metri, non ci ero mai stato, almeno così mi dichiarano i ricordi, quindi, cambio itinerario. Giunto presso il bivio che conduce alla piccola cappella edificata dagli alpini, quota 516 m viro raggiungendo l’edificio in pochi minuti, dopodiché ci concediamo una pausa per poi riprendere con andamento da occidente a oriente seguendo il sentiero CAI. I metri percorsi sono pochi, proprio alle spalle della cappella diparte una traccia che raggiunge l’apice dell’inerbita elevazione. Davvero piacevole l’ascese, vibrante, anche se breve, e in pochi minuti sono al vertice e sorpreso di trovare un capitello di sassi cementato con alla base un barattolo porta libro di vetta. Il pulpito è davvero bello, anche se non alto come quota, è davvero eccelso per panorami. Mi sposto con il mio amico ai margini e all’ombra di un alberello che indentifico in un frassino, sgancio lo zaino e mi siedo su una zolla di terriccio, con lo sguardo rivolto a oriente. Sgancio anche il guinzaglio di klimt, che godendo dello stesso venticello e ombra si accuccia accanto a me. Avendo preso il barattolino di vetro che sta ai piedi del prisma, do un’occhiata al contenuto. All’interno trovo un bel libretto con le firme dei visitatori e alcuni ricordi lasciati dagli stessi, compilo il nostro passaggio e chiudo il contenitore, ponendolo nella sede originaria. Mentre mi gusto il paesaggio, si vedono tutti i colli di Castelnovo, tiro fuori dallo zaino una bella mela, nello sbucciare il frutto per consumarlo e scrutare il paesaggio rendo soave l’attimo rivivendo momenti felici. È un meraviglioso luogo per godere della montagna lasciandosi andare alla contemplazione, un piccolo paradiso facilmente raggiungibile. Il tempo passa velocemente, ed è giunto il momento di rientrare, decido di allungare il giro passando per la vetta dell’adiacente Col Plait. La stessa traccia che mi ha portato su scende a oriente, innestandosi sul sentiero principale che abbandono poco dopo virando a sinistra nell’ascendere il Colle Plait. Il primo tratto sino alla cima è un bel tratto, adombrato che da ampia carrareccia diviene sentiero, prima di raggiungere il vertice.  Poco sotto la vetta viro per la traccia a sinistra, esposta a occidente con un bel vedere su Ciaurlec, poco dopo sfiora un manufatto e di seguito raggiunge quello che rimane dell’osservatorio Tigre, adesso in cattive condizioni per opera dei vandali. Breve visita all’edificio militare, prima di iniziare la discesa per tratto asfaltato, una volta percorso dagli automezzi militari. La stradina asfaltata, molto ripida mi conduce al punto di partenza dove ho lasciato l’auto, volevo proseguire sino alla frazione di Praforte, ma lo spirito guida mi consiglia che per oggi basta e di godere degli attimi appena vissuti. 

Malfa.






















































 

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