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venerdì 23 aprile 2021

Lestans Pinzano

Lestans Pinzano

 

Note tecniche. 

 

Localizzazione: Colli di Castelnovo e Pinzano

 

Avvicinamento: partenza da Lestans

 

Regione: Friuli- Venezia Giulia

 

Provincia di: Pordenone

.

Dislivello: 241 m.

 

Dislivello complessivo: 241 m.


Distanza percorsa in Km: 18 km.


Quota minima partenza: 180 m.

 

Quota massima raggiunta: 202 m.

 

Tempi di percorrenza escluse le soste: 3 ore

In: coppia

 

Tipologia Escursione: storico ambientalista

 

Difficoltà: Turistiche

 

Ferrata- valutazione difficoltà:

 

Segnavia: no

 

Fonti d’acqua: si

 

Impegno fisico: medio

Preparazione tecnica: bassa

Attrezzature: no

 

Croce di vetta: no

Ometto di vetta: no

Libro di vetta: no

Timbro di vetta: no

Riferimenti:

1)               Cartografici: IGM Friuli – Tabacco 028
2) Bibliografici:
3) Internet: 

2)               Periodo consigliato: tutto l’anno

3)                

4)               Da evitare da farsi in:

Condizioni del sentiero:


Consigliati:

Data: 16 aprile 2021

Il “Forestiero Nomade”
Malfa

Una fresca giornata primaverile è l’ideale per esplorare il territorio che circonda la mia dimora, un’evasione dal quotidiano per scoprire i mille tesori del territorio. A questa beatitudine si aggiunge la gioia di andare con un proprio caro, mio figlio Giovanni, un sogno che nelle ultime settimane si realizza spesso. Giovanni mi ha espresso il desiderio di conoscere parte del tratto ferrato della linea ferroviaria che collega Sacile a Gemona, e quindi, da casa, partiamo zaino in spalle alla volta di Valeriano.  Nei primi metri, proprio nei pressi dell’abitazione, ammiriamo una residenza posta a cantoniera, essa, malgrado sia stata ricostruita e ristrutturata, risale al periodo imperiale romano, se ne possono ammirare dall’esterno i particolari architettonici. Superata la piazza del paese, si esce fuori Lestans, transitando sul ponte che oltrepassa il torrente del Cosa, che non smetterò mai di amare per la sua importanza storico-ambientale. Raggiunta la frazione di Borgo Ampiano, seguiamo una vecchia carrareccia, sicuramente un’arteria remota, sfiorando la bella Ancona del Nupian. Dopo aver superato il cimitero di Valeriano, siamo a ridosso, del colle che ospita la pieve dedicata a Santo Stefano, remoto edificio sacro risalente al XI secolo. Percorriamo un sentiero che aggira la chiesa di campagna, e sbuchiamo di fronte ad un altro edificio adibito al culto, ovvero la chiesa di Santa Maria dei Battuti, autentico gioiello della arte medievale in Friuli. Una visita è d’obbligo, e noi non ci sottraiamo, anzi, entriamo dentro l’edificio per ammirarne gli affreschi e la meravigliosa natività del Pordenone, illustre pittore rinascimentale.

Che dire, abbiamo solo percorso pochi chilometri è già sogniamo a occhi aperti, ma siamo solo all’inizio dell’avventura. Seguendo i vicoli interni della frazione di Valeriano, approdiamo alla strada che conduce a Oltrerugo, ed effettuiamo una sosta riflessiva presso un monumento dedicato ai partigiani che perirono per una nobile causa nel biennio 1943-1945.  Accenno a Giovanni che ci troviamo a ridosso della zona che fu l’allora Repubblica libera della Carnia, un'entità politicamente autonoma costituita dai partigiani nel corso della Seconda guerra mondiale nell’anno 1944. I nomi di battaglia sono abbinati a quelli reali, ci commuove leggerli, provocando un’acuta e profonda riflessione. Non smetterò mai di ringraziare questi giovani eroi che si sono immolati per un nobile ideale, la libertà. Ripreso il cammino, imbocchiamo un viottolo che precede la remota stazione ferroviaria di Pinzano, da qui, percorrendo un breve tratto, in prossimità di quello ferrato, raggiungiamo la stazione di Pinzano. Durante il cammino, una femmina di cinghiale con i suoi cuccioli ci passa davanti, incurante del nostro sopraggiungere. Rimaniamo basiti, fermi, immobili, per la dolce visione. La cinghialessa, guida la famigliola, essa è possente, mentre i simpatici cuccioli la seguono diligentemente. È durato un lasso di tempo questa mirabile visione, un altro gradito dono della natura. Raggiunta la stazione ferroviaria di Pinzano, ne visitiamo le strutture esterne, intuendo che una seconda linea ferrata si dirama, ed è quella che porta a Spilimbergo. Purtroppo, i binari sono coperti dai rovi in più punti, decidiamo di scendere in basso, presso il greto del Tagliamento e seguire il percorso dei binari sino a Valeriano. Dopo aver superato una galleria, una traccia ci conduce ai margini della stazione, su un campo che domina l’argine del Tagliamento, da questo terrazzo naturale scopriamo un sentiero, ben praticabile, che ci porta in basso. Lo percorriamo, lambendo durante la ripida discesa un remoto edificio adibito a struttura idraulica. Raggiunta una carrareccia volgiamo in direzione sud, e la visione si apre sui luminosi verdi prati che rasentano le celesti acque del nobile fiume. È piacevole percorrere la strada campestre, il paesaggio che ci circonda è degno di essere raffigurato in una cartolina, e noi ce lo godiamo.

Ci avviciniamo alla sponda del Tagliamento, ammirando lo scorrere dell’acqua proveniente dalle vette carniche, e noi continuiamo il cammino, sempre baciati dal caldo sole. Non mi aspettavo che Giovanni fosse avventuroso quanto il sottoscritto, e la scoperta mi ha fatto tanto piacere. Il nostro sguardo è rapito a oriente dai prati, a occidente i verdi e dolci colli attirano la nostra curiosità, e la via ferrata corre all’interno dell’ombrosa radura. Un cartello ci avvisa che siamo in prossimità del Borgo Mizzari, appena raggiunto lo visitiamo, cercando tra gli edifici i segni del passato. Presso un crocevia è posta una strana cappella edificata con un’architettura moderna, forse è un nuovo tipo di ancona. Svoltiamo a destra, cercando quello che rimane della dismessa stazione ferroviaria, ma troviamo solo i resti di un paraurti posto in un binario morto; di quello che fu della stazione ferroviaria di Valeriano rimane poco, sicuramente è occultato dalla vegetazione. Poco vicino, a meridione, scorgiamo un ponte ferroviario d’acciaio, simile a quelli costruiti dai genieri dell’esercito, effettuiamo una breve visita alla struttura, per poi ritornare sui nostri passi e risalire tramite un sentiero sino alla periferia di Valeriano. Il sentiero è affascinante, selvatico, dopo alcune centinaia di metri e alcuni guadi, sbuchiamo in prossimità della Pieve di Santo Stefano. Dalla chiesetta rientriamo a Lestans per il medesimo sentiero dell’andata, felici e soddisfatti dei 18 chilometri che abbiamo percorso e convinti, che per godere della autentica libertà non ci vogliono grandi e rinomate cime, ma basta uno zaino, un paio di scarponi, una mappa topografica e un sogno da realizzare. 

Il         Forestiero Nomade.

Malfa.

 































 

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