Powered By Blogger

mercoledì 9 ottobre 2019

Torre Bennistra

 Torre Bennistra

Note tecniche.

Localizzazione: località di Scopello, nei pressi della Riserva naturale dello Zingaro in provincia di Trapani

Avvicinamento: Palermo-Autostrada per Trapani, uscita Castellamare del Golgo-Indicazioni per Scopello.

Dislivello: 202 m.

Dislivello complessivo: 220 m.

Distanza percorsa in Km: 13 chilometri

Quota minima partenza: 0 m.

Quota massima raggiunta: 202 m.

Tempi di percorrenza escluse le soste: 3 ore

In: solitaria

Tipologia Escursione: escursionistica-paesaggistica

Difficoltà: escursionistica

Segnavia: no
Impegno fisico: basso

Preparazione tecnica: bassa

Attrezzature: no

Croce di vetta: no

Ometto di vetta: no

Libro di vetta: no

Timbro di vetta: no

Riferimenti:

1)          Cartografici: IGM Sicilia - Tabacco.
2) Bibliografici:
3) Internet:

2)          Periodo consigliato:

3)          Da evitare da farsi in:
Condizioni del sentiero:

Fonti d’acqua:

Consigliati:

Data: 26 luglio 2019

Il “Forestiero Nomade”
Malfa

Cos’è la libertà? Quali sensazioni mi trasmette? La libertà è una bellissima sensazione che provo quando faccio qualcosa di insolito, e spesso mi riporta ai ricordi legati alla fanciullezza, qualcosa difficile da definire ma che mi fa stare bene.
 Questa meravigliosa emozione l’ho provata in più momenti l’estate appena trascorsa in Sicilia, e l’escursione che sto per raccontare è stata una di queste circostanze.
Doveva essere una gita fuori porta come tante altre, mi riferisco alle giornate a mare dei palermitani, che avendo la fortuna di vivere in una terra meravigliosa, possono scegliere ogni volta in quale angolo del paradiso dirigersi. Per l’occasione siamo diretti a Scopello, località turistica sita al confine della Riserva naturale dello Zingaro in provincia di Trapani.
Giungiamo con due auto alla baia Seno di Guidaloca, malgrado l’ora mattutina la spiaggia già pullula di bagnanti.
Avviso la famiglia (moglie, sorella, cognato e nipoti) che momentaneamente non farò parte del gruppo bagnanti e che mi sarei diretto presso i faraglioni che distano pochi chilometri.
Scarponi ai piedi e zaino in spalle, parto, avviandomi per la meta, naturalmente dopo aver indossato l’immancabile bandana. L’emozione alla partenza è vibrante, osservo il cielo di Sicilia, di un azzurro intenso, e in lontananza scruto i monti di cui ignoro i nomi, ma che sono carichi di storia.
 Nel percorrere la statale, gioco e comunico con l’ombra che spesso con il fare da birbantella mi precede. Peregrinare per questa lunghissima arteria mi dà quel senso di libertà che descrivo all’inizio del racconto, la strada vagamente mi richiama alle infuocate vie della California.
Cammino, cammino e cammino ancora, non so quanto dista la mia meta, ma sicuramente è laggiù, in fondo a destra. Dopo alcuni chilometri la strada diventa panoramica, dominando il golfo che precede i faraglioni. Lo spettacolo e la commozione mi colgono di sorpresa.
È tanto seducente la mia terra di origine, sono rapito e trovo difficoltoso disincantarmi e procedere nell’escursione.
Dopo poche centinaia di metri, delle rocce aggettanti a picco sul mare dal profilo antropomorfo attirano la mia attenzione, scendo attraverso una stradina secondaria all’interno di un agrumeto, essa mi porta in prossimità di una dimora costruita sulla roccia a picco sul mare.
 Improvvisamente si apre un cancello, da esso esce un’auto che si ferma davanti a me, da dentro l’abitacolo scorgo un bel volto di donna che mi consiglia di seguire un ‘altra strada se desidero visitare i faraglioni e la tonnara. Le rispondo che sono attratto dalle forme della roccia che domina l’abitazione. Le chiedo se devo rinunciare alla visita, cordialmente e con un bel sorriso mi invita a procedere, la gentile madame ha intuito dal modo in cui mi sono posto che non sono cattivo, ma un turista innamorato del luogo.
Visitato l’incantevole spazio che circonda l’abitazione, mi dirigo verso i faraglioni, seguendo il sentiero naturalistico indicato dalla cartellonistica. Dopo pochi metri mi ritrovo a ridosso di una esposta parete rocciosa, che domina dall’alto la tonnara di Scopello, il paesaggio è da cartolina, davvero incantevole. Per alcuni minuti mi godo il tutto, poi procedo verso i faraglioni, ma l’ingresso è bloccato da una biglietteria turistica. L’angolo di paradiso è stato privatizzato, trovo sgradevole e giusta la cosa, se si vuol curare il sito bisogna avere introiti, nulla da obiettare.
Rinuncio alla visita a pagamento e decido di dirigermi a occidente, in direzione di una torre di avvistamento, che naturalmente trovo inglobata dentro un residence. Impavido non demordo e proseguo l’escursione; durante il cammino una volpe scarna e distratta mi attraversa la strada.
A settentrione, in mezzo alla campagna, noto una torre, essa sormonta un cocuzzolo roccioso e attira il mio interesse, quindi decido di farle visita. Si tratta della Torre Bennistra, detta anche Bennisti, sono i resti di una fortificazione di difesa costiera che faceva parte del sistema di torri costiere della Sicilia. Affidandomi all’intuito mi inoltro nelle strade di campagna che mi portano dentro il caratteristico e antico borgo di Scopello, ne approfitto per fare provviste in una bottega, acquistando il noto” Pani Cunzatu” (pane condito), e subito dopo mi rilasso in una breve visita all’affascinate e caratteristico Baglio dello stesso borgo.
La torre Bennistra, bene in vista, è sempre più vicina, dal borgo dista circa alcune centinaia di metri. Fuori dal villaggio percorro una carrareccia dentro un uliveto, ed eccomi alle pendici del monticello dominato dalla torre saracena, ma non trovo il sentiero d’accesso. Un cancello tra gli uliveti mi spranga la via più comoda, l’accesso è privato, quindi mi porto di alcuni metri indietro e decido di raggiungere la meta per arrampicata libera, tra rocce e piccole palme. L’ascesa è affascinante e breve con passaggi di primo grado.  Da sotto il torrione dopo pochi minuti mi ritrovo a ridosso di un una staccionata e subito dopo un cartello esplicativo per turisti.
Contemplando a oriente scopro l’autentica via di accesso, la percorrerò al ritorno.
Salgo i gradini che mi portano alla sommità della torre, e raggiunta quest’ultima mi godo il paesaggio. Un forte vento spira da ovest, e questo amplifica il fascino dell’avventura. Giro intorno al torrione e trovata una grande finestra strombata la utilizzo come riparo per lo zaino. Abbassandomi di alcuni metri sul lato meridionale mi riparo dai venti, e quindi decido di fare pausa.   Mentre consumo il” Pani Cunzatu”. mi delizio nell’osservazione del luogo, godendomi il maestoso paesaggio.  È davvero strabiliante, l’Isola del Sole non smentisce la sua magnificenza.
Dall’alto della torre mi pare di essere un principe nel godere dello splendore, e altre parole per descrivere le incredibili sensazioni non trovo. Sosto il tempo necessario di alimentare lo spirito, e una volta ripreso lo zaino mi avvio al rientro. Poco dopo, percorrendo il sentiero del ritorno, incrocio una giovane coppia, sicuramente alla ricerca di un angolo incantato per amoreggiare, sorrido e libero velocemente il luogo, cedendo le dolci ore dell’amore ai fidanzatini.
Il viottolo che percorro è comodo, e mi porta alla periferia del borgo di Scopello, da questo ultimo a ritroso percorro la via dell’andata sino alla spiaggia, dove mi aspetta la parentela. Malgrado l’affollamento della spiaggia, il mio pensiero vola alla Torre Bennistra, lassù, nella beatitudine, me ne stavo in compagnia degli dei.
Il forestiero Nomade.
Malfa





















































Nessun commento:

Posta un commento